Su L'Osservatore Romano di martedì 17 marzo che un lungo articolo del teologo Manuel Nin che spiega la misericordia che sta nel gesto paterno di Benedetto XVI nel revocare la scomunica ai vescovi lefebvriani: «Il pastore non abbandona nessuno». Già l'ho chiesto, e lo richiedo: era il caso, allora, di cacciare dall'ovile le pecorelle della teologia della liberazione? Così clementi coi tradizionalisti e così spietati coi progressisti? È lecito ritenere che, se non fosse sorto il caso, la Santa Sede non avrebbe saputo nulla delle simpatie di Williamson per certa destra antisemita. Le simpatie per certa sinistra rivoluzionaria erano così provate in Leonardo Boff, quando – guarda caso! - fu proprio il cardinal Ratzinger a farlo sedere sulla stessa sedia sulla quale si era seduto Galileo Galilei, per interrogarlo e chiedergli l'abiura delle sue tesi? Il pastore non abbandona nessuna pecorella? Dipende dalla pecorella.
(Malvino )
Il potere e il diritto
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*«* L’Essere Umano sperimenta personalmente la realtà del potere nel
rapporto con la propria corporeità. In tale rapporto si usa la volontà per
muovere il co...
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