Avvertiamo il mondo intero che l'Italia è momentaneamente chiusa. Stiamo salvando il culo ad un nostro facoltoso cittadino.
Le attività riprenderanno il più presto possibile.
Ci scusiamo per l'inconveniente.
mercoledì 11 novembre 2009
Avviso
martedì 10 novembre 2009
Partita iva monocommittente /2
Scusate se torno sull'argomento, ma la faccenda mi tocca personalmente:
"Questi sono gli effetti di un ripugnante sistema duale, dove il rapporto rischio-rendimento è rovesciato: a maggiore rischio (la precarietà) corrisponde un rendimento (la retribuzione) risibile, e nessuna protezione di welfare, o protezioni più formali che sostanziali. Questa è la negazione del mercato, ed il trionfo di una forma moderna di schiavismo. Questi istituti contrattuali nulla c’entrano con la flessibilità, è bene sgombrare subito il campo da questo pernicioso equivoco. Una classe politica che continua a volgersi dall’altra parte davanti ad un simile sconcio è degna solo di disprezzo."
(Phastidio)
lunedì 9 novembre 2009
Il fotografo di Auschwitz

Una testimonianza di un sopravvissuto. Agghiacciante l'episodio della pelle umana conciata per farci una copertina di un libro.
Partita Iva monocommittente
"Il fornitore non avrà i benefici previsti per i dipendenti, inclusi assicurazioni, pensione, assistenza e altri benefit riservati agli impiegati"
"Le suddette attività hanno carattere professionale autonomo e non potranno mai essere configurate come rapporti di lavoro subordinato o di collaborazione".
Su Repubblica oggi parlano di me.
Uau.
venerdì 6 novembre 2009
giovedì 5 novembre 2009
Quanto je rode
(Ignazio La Russa a Uno Mattina)
Che Dio li perdoni
Secondo: questo simbolo identifica una precisa religione, una soltanto.
Terzo: dunque la sua esposizione obbligatoria nelle scuole fa violenza a chi coltiva una diversa fede, o altrimenti a chi non ne ha nessuna.
Quarto: la supremazia di una confessione religiosa sulle altre offende a propria volta la libertà di religione, nonché il principio di laicità delle istituzioni pubbliche che ne rappresenta il più immediato corollario.
(Michele Ainis - La Stampa)
Ma che i cattolici insistano con il dire che il crocefisso NON è un simbolo religioso ma solo "una tradizione" non è un pò una bestemmia?
martedì 3 novembre 2009
Una splendida giornata
«Queste decisioni ci allontanano dall'idea di Europa di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Di questo passo il fallimento politico è inevitabile»
(Sandro Poeta Bondi - Pdl)
«È la conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea. Il crocefisso è il segno dell'identità cristiana dell'Italia e dell'Europa»
(Pier Ferdinando Divorziato Casini - UDC)
«Spero che la sentenza sia semplicemente orientativa, che si collochi cioè nel rispetto delle credenze religiose»
(Paola Cilicio Binetti - ancora Pd )
«Mi schiero con chi si sente offeso da una sentenza astratta e fintamente democratica e che offende i sentimenti dei popoli europei nati dal cristianesimo».
(Luca Celto Zaia - Lega)
«A questo punto è urgente e necessario inserire le radici cristiane nella Costituzione italiana».
(Alessandra Mussolini Mussolini - ??? )
«Il crocifisso rappresenta valori universalmente riconosciuti. La deriva pagana della Corte europea è evidente»,
(Mario chi? Baccini - leader dei Cristiano popolari del Pdl).
«Sono esterrefatto di questa sentenza folle. Il governo italiano reagisca con la massima durezza»,
(Gianni Alalà Alemanno - Pdl).
«la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione»
(Mariastella ... Gelmini - Pdl)
Continua...
Chi glielo spiega?
Il crocefisso in classe "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" (Corte europea dei Diritti dell'Uomo).
Semplice, logico e lineare.
Ora tocca spiegarlo alla Gelmini e a Buttiglione.
Secondo loro il crocefisso non è un simbolo religioso ma fa parte della "tradizione": come la pizza e Pulcinella.
lunedì 2 novembre 2009
Il posto giusto in cui massacrare un detenuto
"Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto..."
(Dialogo tra due agenti di polizia penitenziaria nel carcere di Teramo)
Regole di bon ton: non fa fino seviziare un detenuto sotto gli occhi di un negro.



