sabato 29 marzo 2008

Indovina dove...




presented by TravelPod, the Web's First Travel Blog ( A TripAdvisor Media Network member )


Provateci voi.
Non saprete mai dove mi sono fermato...

I demeriti della destra

Chiaro no?

I meriti dell'euro

venerdì 28 marzo 2008

Così fan tutti

Il presente articolo non vale come scusa! Non provateci...!
__________________________________________________________

EUGENIA TOGNOTTI

Per la maggior parte delle specie la fedeltà è un miraggio. Ma l'articolo con questo titolo - comparso sul New York Times, nella pagina della scienza - è in realtà di quella umana che vuole occuparsi, in giorni in cui le parole faithfulness e unfaithfulness sono al centro di un infuocato dibattito su giornali e web. Mentre, per la prima volta, una moglie, quella dell'attuale governatore David Paterson, ha rotto il rituale della sposa silente e comprensiva, per dichiarare - in una conferenza stampa - che anche lei ha tradito il marito. Ma è dal «disonorato» ex governatore di New York Eliot Spitzer - travolto da una storiaccia di sesso con una prostituta - che parte l'informato pezzo che dimostra come quello della monogamia sia solo un ideale - sulla base delle molte evidenze che provengono dalle scienze dell'uomo ma anche dalle ricerche di zoologia comparata Spitzer potrà essere accusato di ipocrisia, egomania, impulsività, auto-indulgenza, arroganza e giù sostantivi, ma di certo è in buona compagnia. Cioè di decine di migliaia di creature di tutte le specie, praticamente tutti i maschi e le femmine di ogni ramo tassonomico del grande albero della vita.


Insomma, in natura la promiscuità sessuale è la regola, e la vera fedeltà un tenero sogno. Il lungo pezzo cita il libro degli scienziati del comportamento David P. Barash e Judith Eve Lipton, autori del classico The myth of monogamy. Fidelity and infidelity in animals and people. Ed espone le teorie di biologi e studiosi del comportamento animale. Naturalmente, era ben noto che la monogamia non fosse la regola nel regno animale, ma di recente studi di etologia e biologia evoluzionistica, e le nuove tecniche di indagine molecolare, hanno cominciato ad abbattere parecchi miti, come quello della celebrata fedeltà degli uccelli. Rondini e tortore non fanno eccezione. I biologi che hanno applicato l'analisi del Dna al test di paternità si sono trovati di fronte alla realtà di un'insospettata diffusione di copulazioni «extraconiugali». Che si tratti di nati di uccelli, scimmie, volpi, o di qualunque altra specie, risulta che una percentuale che oscilla dal 10 al 70 per cento è generata da qualcuno che non è il maschio della coppia. Dietro la facciata della monogamia sociale - e lontano dagli occhi - si nasconde, insomma, la sorpresa di una poligamia di fatto. E - sorpresa - le femmine della stragrande maggioranza delle specie animali non sono da meno e continuano, anche se in coppia, a dedicarsi all'attenta selezione del maschio «migliore» e capace di assicurare alla prole chances di sopravvivenza. Quando lo incontrano - in un momento in cui il loro partner ufficiale è «a caccia» di cibo o di altre partner sessuali - si esercitano nell'arte della seduzione e sono molto abili a nascondersi e a dissimulare: le scimpanzé, ad esempio, si allontanano dal gruppo e si nascondono così bene nella boscaglia che neppure i ricercatori riescono a coglierle sul fatto. Per trovare un caso di fedeltà assoluta in natura occorre riferirsi alle larve della specie Diplozoon paradoxum che, quando si incontrano sulle branchie di un pesce d'acqua dolce, si accoppiano e si fondono, restando uniti per sempre. Nessuna assoluzione per Spitzer, naturalmente. L'uomo sarà pure poligamo per natura, ma dopotutto, in qualche modo la monogamia è diventata uno dei pilastri della società occidentale.
(La Stampa)

Un miscredente in Paradiso


Sandro Magister
“L’Osservatore Romano” di venerdì 28 marzo, in prima pagina, affida un commento all’enciclica di Benedetto XVI “Spe salvi” al professor Aldo Schiavone, qualificato in calce come “Direttore dell’Istituto Italiano di Scienze Umane”. Schiavone è uno dei più autorevoli studiosi di diritto romano e di storia e filosofia del diritto, un luminare come lo è in Germania il professor Ernst-Wolfgang Böckenförde, molto stimato da papa Joseph Ratzinger. Insegna all’Università di Firenze. Non è cattolico, anzi, non è credente in alcuna fede rivelata. Ma ha sempre prestato molta attenzione al fatto religioso. Scrive da anni su “la Repubblica”. Uno dei suoi ultimi articoli paventava l’arrivo in Italia di un’ondata “neoguelfa”. E su “L’Osservatore Romano” Schiavone va direttamente al cuore dell’enciclica, là dove essa auspica “un’autocritica dell’età moderna” e insieme “un’autocritica del cristianesimo moderno”. Schiavone scrive che questa doppia autocritica deve misurarsi con l’inaudita rivoluzione antropologica in atto oggi, quella di “un umano finalmente libero dai propri vincoli naturali”, capace non solo di padroneggiare ma di determinare la natura, anche la propria. Grazie a questa rivoluzione, scrive Schiavone, “l’infinito irrompe e si installa entro la storicità del finito” e con ciò muta “il rapporto tra storia ed escatologia, dove l’infinito non sta più solo dal lato della seconda”. L’uomo si fa più che mai “somigliante a Dio”. Le nuove biotecnologie sono un aspetto di questo mutamento epocale. Di fronte ed esso, però, a giudizio di Schiavone la Chiesa si chiude sulla difensiva. Continua a pensare a “un uomo che abbia da esser protetto da se stesso con il richiamo a presunti vincoli naturali”. Quando invece la novità dell’epoca “imporrebbe grandi cambiamenti nel magistero e nella dislocazione mondana della Chiesa”. C’è da scommettere che Benedetto XVI abbia letto con attenzione questo articolo così fuori del comune sul “giornale del papa”, sia per il suo autore che per quello che c’è scritto. E non è detto che prima o poi non vi risponda.
(La Repubblica)

Cedimento



"Se vi piace quel bel fijol di Casini, votatelo solo alla Camera, perché il voto ai partiti minori al Senato può portare in qualche regione a una vittoria dell'altra parte"
(Silvio Berlusconi)






Sentite anche voi lo scricchiolio?

giovedì 27 marzo 2008

Par Condicio

Giudizio fazioso: nu me piace.

Il Politometro

Mi sono ritrovato un pò troppo a Est...

mercoledì 26 marzo 2008

La scoperta dell'acqua calda

Per la serie "Signora mia dove andremo a finire":

  • Usa, la storia di Thomas da ex donna a trans "incinto" (La Repubblica)
  • Trans e incinto Annuncio choc negli Stati Uniti (La Stampa)
  • Era una donna, ora è un trans "incinto" (Il Corriere della sera)
dove si scopre che una persona con utero e ovaie puo rimanere incinta. Complimenti!

Si attendono nuove scoperte sull'acqua calda.

Ipse dixit

"Io a Veronica fino a adesso sono stato sempre sincero"
(Jack di Uomini e Donne)
P.S. La De Filippi la pagherà! ah, se la pagherà....

Privacy violata

Non trovando nessun prete sotto casa e capitato per caso sull'altare della basilica di San Pietro a Roma, Magdi Allam incrocia improvvisamente Benedetto XVI e decide, in quello stesso istante, di approfittare del Santo Padre per farsi battezzare ignaro del fatto che tutte le telecamere del mondo lo stavano inquadrando.
Si attendono proteste indignate dalla sala stampa vaticana per la lesione della privacy del neo-fedele.
Il giornalista ha diramato un agenzia in cui protesta vivamente per la scorrettezza dei media e approfitta per ricordare che non tollererà che fatti come questo si ripetano in occasione degli eventi religiosi a cui parteciperà. Invita,inoltre tutti i giornalisti interessati ad iscriversi alla sua newsletter tramite la quale diffonderà indirizzi e orari dei suoi nuovi impegni religiosi.
Ricorda infine che la finestra del bagno di casa è sempre aperta:Corona è avvertito.

I Rave



Filippo Facci I rave non sono i baccanali del nostro tempo, non sono le Feste dei Folli, non sono orge di emozioni notturne che si facciano beffe del mondo diurno e apollineo. I rave (il paio di rave che ho visto io) sono un sol corpo deforme e ammassato che danza e che danza, sono lo stordimento dello stare insieme, l’annullamento di chi la sera non regge se stesso e deve stemperarsi, oppresso dal macigno del reale. Il rave è riuscito solo se alieno, illegale, extra-vita, ammassato se possibile dell’umanità intera, è un sabba, un raduno primitivo che possa spogliare delle singole personalità, che i tapini danzanti non hanno la forza di avere. Morti e feriti sono come le vittime degli stadi: fanno leggenda. Luci e rumori e droghe bruciano notti prive di mistero, il tapino danzante persegue un sottovuoto mentale che disinneschi tutto quel che lo farebbe uomo: tutte le droghe e le esperienze sono ammesse, fuorché la lucidità, spauracchio grigio e terrorizzante. Il rave non è mai stato, come ha scritto Michele Serra su Repubblica, «energia di massa, quasi una riedizione statica dei cortei degli anni Settanta». Il rave, al contrario, è desiderato annullamento di massa, materia specifica di quei sociologi del nostro tempo che sono ormai gli psichiatri. (Il Giornale)

Ai em si ei

martedì 25 marzo 2008

Vacanze Italiane

G. Ferrara spenderebbe meglio il suo tempo dedicandosi ai bambini nati (e violentati) piuttosto che ai bambini non-nati (e quindi non-bambini).

Leggete qui sotto che bel primato abbiamo.

____________________________________________________

È giovane, ha poco meno di 30 anni. È tecnologico, scivola nei meandri della Rete come un pesce dentro l’acqua. È di cultura media, non necessariamente con un reddito alto, e ama visitare un po’ tutto il mondo, dal Kenya alla Colombia, dalla Cambogia all’Ucraina. Ed è, sempre più spesso, italiano.

Il nuovo identikit del «turista sessuale con minori » — definizione giuridicamente asettica, che cela l’orrore di due milioni di piccole vite violentate e spezzate per sempre — è un pugno nello stomaco del nostro Paese. Sono oltre 80.000 i viaggiatori che ogni anno lasciano la Penisola per andare a caccia di sesso proibito, con bambini e adolescenti; non solo pedofili (il 3% del totale), ma soprattutto uomini e donne normali. Lo dicono i dati raccolti dall’Ecpat (End Child Prostitution, pornography And Trafficking in children for sexual purposes), una rete internazionale di Ong presente in 70 Paesi. In Italia, Ecpat è attiva dal 1994 (www.ecpat.it). Nel 1998 le sue azioni di lobbying hanno contribuito alla nascita della legge 269 (poi migliorata dalla 38/06), che combatte lo sfruttamento di prostituzione, pornografia e turismo sessuale a danno dei minori, anche quando il fatto è commesso all’estero; è grazie a questa normativa che nel marzo 2007 il veronese Giorgio Sampec è stato condannato a 14 anni di carcere, e nel settembre scorso, a Trento, un 55enne è finito in manette per aver commesso atti sessuali con ragazzine thailandesi e cambogiane tra i 12 e i 16 anni. Nel 2000, infine, Ecpat ha promosso il «Codice di condotta dell’industria italiana del turismo».

Ma nella primavera 2008, per Ecpat Italia è di nuovo allarme rosso. «Negli ultimi anni— spiega il presidente, l’avvocato Marco Scarpati—l’italiano ha scalato pesantemente i primi posti di questa terribile "classifica": se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in Kenya (il 24% dei clienti di prostituti/e minorenni è italiano, contro il 38% di "locali"), Repubblica Dominicana, Colombia...». La soglia di attenzione si alza, e si abbassa l’età del turista sessuale, «che non corrisponde più al cliché del "vecchio ricco e bavoso". La media è intorno ai 27 anni, i low cost permettono di spostarsi di più, il Web consente di gestire tutto da soli e di oltrepassare le "dighe" che avevamo cercato di erigere a difesa di questi ragazzi». Come gli accordi con catene alberghiere e tour operator, che in alcuni Paesi vietano l’ingresso in hotel ai minori non accompagnati da un genitore o un tutore. O le alleanze con i tassisti, sguinzagliati a «controllare» i predatori di bambini. «Ma oggi il turista sessuale sa come trovare un autista clandestino, alberghi "senza stelle" e senza formalità, contatti locali che lo aiutino a "cavarsela" in caso di denuncia...». E i nuovi territori di caccia si spingono in luoghi lontani e quasi dimenticati: in Mongolia, per dire, una segnalazione ad Ecpat Italia «ha rivelato l’esistenza di tour operator che organizzano viaggi a sfondo sessuale, presentandoli come battute di pesca sportiva». Tutto online, sfuggente, inafferrabile; intercettare i flussi è complicato e costoso, il materiale si scambia in siti peer-to-peer che come garanzia per l’ingresso richiedono foto del «candidato » impegnato in situazioni hard con minori.

Dai dossier di Ecpat, nati da indagini sul campo e dossier medici, interviste a beach boys e giovanissime jineteras («i ragazzi in genere sono più grandicelli, dai 13 ai 18, per le bambine la fascia è 11-15 anni»), affiora il ritratto «di un italiano turista del sesso che in Kenya, ad esempio, una volta su 2 non vuole il profilattico. In molti poi filmano gli incontri, anche con il cellulare, e li mettono in Rete». C’è poi il mondo inesplorato del turismo sessuale femminile, «fatto di donne dal reddito e livello culturale alti; le mete? Kenya, Gambia, Senegal, ma anche Cuba, Brasile, Colombia». Da parte sua, Ecpat non sta con le mani in mano: ci sono i progetti di cooperazione e i centri di recupero nei Paesi a rischio (tra gli ultimi nati, quello in Bulgaria, «ci arrivano bambini che hanno avuto fino a 6.000 "clienti" l’anno»), formazione congiunta per poliziotti italiani e stranieri, progetti di campagne sociali («se l’età del turista sessuale è calata in modo così drammatico, questo significa che la prevenzione, qui, va fatta sin dall’adolescenza»). Perché l’Italia, Paese d’origine di tanti predatori del sesso, è anche in prima fila tra chi li combatte: «Come finanziamenti governativi, siamo al primo posto in Europa e sul podio mondiale. Un impegno costante, dal 2000 ad oggi», conferma Scarpati. L’appuntamento, ora, è per il III Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei minori, organizzato da Ecpat, Unicef e Ong per la Convenzione dei diritti dell’Infanzia. Luogo: Rio de Janeiro. Data: dal 25 al 28 novembre prossimi. L’Italia, anche stavolta, ci sarà.

(Il Corriere della Sera)

Saltinmente

Jena
Penso che un sogno così non ritorni mai più mi dipingevo le mani e la faccia di blu poi d'improvviso venivo dal vento rapito e incominciavo a votare nel cielo infinito Votare oh oh cantare oh oh nel blu dipinto di blu felice di stare lassù e votavo, votavo felice più in alto del sole ed ancora più su... Votare oh oh.
(La Stampa)