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giovedì 13 agosto 2009

Orange Day

Si è celebrato ieri in Vietnam l'Orange Day, 48 anni dopo l'uso sulla popolazione civile del Vietnam del terribile defoliante, prodotto dalle multinazionali chimiche americane.

Ancora oggi migliaia di bambini portano addosso la straziante testimonianza delle alterazioni genetiche prodotte dall'agente Orange.


E tutto ciò con l'assoluzione , avvenuta nel 2005, nel processo per il risarcimento civile dei danni causati dal defoliante, delle multinazionali Dow Chemical, Monsanto (oggi Solutia), Diamond Shamrock, Hercules, Uniroyal, Maxus Energy, e Wyeth.

Rispetto per la sentenza della Corte americana, ma consentiteci l'indignazione.



giovedì 23 luglio 2009

Il Sol dell’avvenire

"L'Italia dovrebbe essere fiera di avere un presidente che a 72 anni usa alla grande il suo testosterone"

(Editoriale sul giornale russo Komsomolskaia Pravda – via Dagospia)

mercoledì 17 giugno 2009

Compagno Ahmadinejad

Su consiglio di Dagospia:

"Peccato, perché è un segreto di Pulcinella e allora oggi vogliamo essere costruttivi e venire incontro alle oggettive difficoltà dei desk centrali dei nostri grandi giornali d'informazione. Prendete il mouse, aprite i preferiti, cliccate sul motore di ricerca, inserite "camera di commercio italo iraniana", cliccate su "ccii.it", aprite "scheda paese", andate alla tabella "Interscambio Ue-Iran" e..."


Scopro che in Europa noi italiani siamo i migliori partner commerciali della Repubblica Islamica dell'Iran. Importiamo dall'Iran quasi esclusivamente petrolio e gas.
Certo che abbiamo un debole per i regimi autoritari. Libia, Russia, Iran...





lunedì 15 giugno 2009

Oh no, Silvio!

bbc

“Riuscirà il primo ministro italiano a non offendere nessuno in America?”

Italia stracciona

di Massimo Giannini
D'accordo, gli affari sono affari. Le leggi del profitto non sempre coincidono con i principi morali. E il business, come diceva quel tale, a volte "è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo". E' tutto vero. Ma c'è qualcosa di umiliante nel modo in cui l'establishment economico (non solo quello politico) si è prostrato per baciare l'anello di Sua Altezza Muhammar Gheddafi.
Prima l'incontro pubblico con il gotha di Confindustria, che il Colonnello ha blandito con una garanzia ("la Libia non venderà mai risorse energetiche a scapito dell'Italia") e rassicurato con una bugia ("finché c'è Berlusconi al governo siete fortunati"). Poi il vertice riservato con l'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, ricevuto lontano da telecamere accese e da orecchie indiscrete sotto l'ormai mitica tenda beduina di Villa Pamphili.
E' la famosa "geopolitica del gas e del petrolio", che ancora una volta rende questo Paese tragicamente dipendente da qualunque fornitore, che si tratti della democratica Norvegia o della dispotica Russia. E' la promessa di far costruire alle aziende italiane opere infrastrutturali nel territorio libico per oltre 5 miliardi di dollari in 20 anni.
Insomma, c'è poco da scandalizzarsi: it's the economy, stupid. Ma c'è modo e modo di accaparrarsi commesse e contratti. Non ci si può presentare col cappelluccio in mano, neanche fossimo l'Italietta prostrata del dopoguerra che il povero De Gasperi andò a raccomandare all'America, ottenendo un primo assegno da 50 milioni di dollari dal segretario di Stato Byrnes.
Era il gennaio del '47, e nella delegazione italiana gente del calibro di Guido Carli non poté partecipare al ricevimento alla Casa Bianca: non aveva neanche i pochi soldi necessari per affittare il frac imposto dal cerimoniale. L'Italia di oggi non naviga nell'oro. Ma, nonostante il Cavaliere, non è ridotta come quella di allora. Via, signori imprenditori, un po' di dignità.
(La Repubblica - via Dagospia)

domenica 14 giugno 2009

Arresti domiciliari

via Mantellini

giovedì 11 giugno 2009

Poteva mancare?

"Chavez è un mio amico, è molto bravo". (Silvio Berlusconi)

Dopo Putin. Dopo Gheddafi. Ora Chavez. Ma forse scherzava.

O no?

mercoledì 10 giugno 2009

Nulla di piccante

amazzone 

Immagino l'invidia di Berlusconi per le amazzoni di Gheddafi.

Ripasso

Mu’ammar Gheddafi è capo di Stato della Libia da quaranta anni - dal 1° settembre del 1969, per la precisione - ovvero da quando alla guida di un colpo di stato militare depose il re Idris. Durante i primi anni del suo regime nazionalizzò le imprese, espulse la comunità italiana, vietò la vendita di alcolici, restaurò la Shari’a, che è quella cosa per cui l’omosessualità è condannata e soppressa e le donne adultere possono essere uccise nei modi più fantasiosi, giusto per dirne una. Negli anni seguenti camminò a braccetto con l’Unione Sovietica, diede il suo sostegno al dittatore ugandese Idi Amin Dada (responsabile di oltre 500.000 morti, secondo Amnesty International) e a Bokassa, altro dittatore sanguinario e cannibale, nonché a organizzazioni terroristiche quali l’IRA e Settembre Nero, che sono quelli del massacro di Monaco, sempre per dirne una. Gheddafi e il suo regime furono i responsabili, secondo le Nazioni unite, dell’attentato terroristico più grave e sanguinario mai realizzato prima dell’11 settembre: un aereo passeggeri esplose sopra Lockerbie, in Scozia, uccidendo duecentosettanta persone. Oggi la Libia è tutt’ora una dittatura militare, in cui i partiti politici sono stati aboliti nel 1972, i sindacati non esistono e la successione avviene secondo la linea dinastica. Fine del ripassino.
(Francesco Costa)

martedì 9 giugno 2009

Vacanze romane

Domani Gheddafi viene a fare visita al caro amico Berlusconi. Dopo Putin.

Obama non è venuto. Vai a capire.

domenica 7 giugno 2009

Potere rancido

Direi che non gode di buona stampa all’estero:

"Non ne abbiamo abbastanza? Tutto quello che potrebbe andar storto in un uomo di mezza età è andato storto in Berlusconi. E per di più ha 72 anni! Ecco perché se ne deve andare. Non perché 'non riesce a tenerlo dentro i pantaloni, ma perché non si sente di dover minimamente rispondere delle sue azioni ai servi che hanno votato per lui. Berlusconi è diventato la personificazione del potere diventato rancido. La cosa migliore per tutti sarebbe se, in un qualche momento della campagna elettorale, gli venisse iniettata una dose di bromuro e venisse sospinto discretamente da parte. In termini politici e libidinosi, si potrebbe considerare una pietosa eutanasia"

(Observer)

Il tenore di tutta la stampa europea è più o meno simile. Basta andare sui siti esteri e leggere. Secondo voi tutto questo non avrà ricadute sulla politica estera?

Ah, no… dimenticavo… noi abbiamo una partnership strategica con Gheddafi (chi si somiglia si piglia).

ps. Per i cattolici “veri” che votano PDL, qui trovate i giochi lesbo di Villa Certosa che tanto vi piacciono.

martedì 2 giugno 2009

Un triste spettacolo

Michael Bynyon, che pensa degli ultimi sviluppi della Berlusconi-story?
"Penso che Repubblica stia facendo un lavoro magnifico. Ed è piuttosto sorprendente, per un osservatore straniero, che vi siano così scarse critiche di Berlusconi, sugli altri media italiani. Naturalmente la ragione è nota: Berlusconi controlla o almeno influenza, direttamente o indirettamente, gran parte dei media italiani, a cominciare dalle tv. Ma è un triste spettacolo, per un giornalista libero, assistere a un tale servilismo verso il potere da parte di altri giornalisti".

Che cosa sarebbe accaduto, secondo lei, se uno scandalo simile fosse scoppiato qui, nel Regno Unito?
"Se si sospettasse che il primo ministro ha una relazione con una 18enne a cui promette dei favori, e sua moglie affermasse che va con minorenni, e il premier in questione fornisse di continuo versioni contraddittorie sull'accaduto, tutti i media nazionali gli starebbero addosso 24 ore su 24. Dovrebbe dimettersi nel giro di settimane".

(Michael BinyonTimes)

mercoledì 27 maggio 2009

E fu così…

Che l’intera stampa internazionale si vendette a Franceschini. Meno male che il Giornale resiste.

Tanto per riassumere abbiamo:

Se masticate le lingue ho messo i link agli articoli in lingua originale

Pure il Financial Times adesso

«No fascist, but a danger, in the first place to Italy, and a malign example to all.»
(Financial Times - ripreso dal Corriere)

Trad:«Non un fascista, ma un pericolo in primo luogo per l'Italia ed un esempio deleterio per tutti»

sabato 23 maggio 2009

Gazzette della sinistra

"Nonostante rumori minacciosi da parte di Silvio Berlusconi, il principale quotidiano italiano di centro-sinistra si è rifiutato di smettere di chiedere risposte alle 10 domande poste al premier circa la sua relazione con una adolescente napoletana, Noemi Letizia. Nessun altro leader democratico avrebbe potuto ignorare i quesiti su questa amicizia nel modo in cui lo ha fatto Berlusconi. La sua spiegazione di come ha conosciuto la famiglia Letizia non regge. Egli non ha spiegato l'affermazione della sua giovane amica sul fatto che il premier le avrebbe aperto la strada in politica o nello show business. Né ci sono state spiegazioni sulle nuove rivelazioni secondo cui la 18enne signorina Letizia è proprietaria di quattro case. Questa è molto più che curiosità della stampa. Sua moglie ha detto che non può più stare con un uomo che "frequenta minorenni" e che egli "non sta bene". Repubblica ha fatto notare che le dichiarazioni della signorina Letizia sui regali di compleanno ricevuti dall'uomo che lei chiama 'papi' lasciano intendere che erano amici da quando lei aveva 15 anni. La stampa rimane una delle poche forze critiche in una società in cui quasi tutti i canali televisivi rispondono a Mr. Berlusconi. Finora, il suo solo gesto per dare spiegazioni è stato di apparire in un talk show il cui ossequioso presentatore gli ha lasciato pronunciare un monologo autogiustificativo. Ma quando un giornalista di Repubblica ha provato a fargli una domanda questa settimana, Mr. Berlusconi ha perso le staffe. "Che diritto ha di fare domande?", ha gridato. La risposta, in una società democratica, deve essere: "Tutti i diritti del mondo". Repubblica sta combattendo una battaglia solitaria e merita sostegno"

(Il Guardian)

qui dal sito inglese.

e qui invece un collage di quello che ne pensa la stampa estera della sentenza su Mills.

sabato 16 maggio 2009

Pericolosi criminali

Immagine

Gay Pride a Mosca

giovedì 14 maggio 2009

Paese che vai...

BARCELLONA - Licenziato in tronco il dirigente della tv pubblica spagnola, che ha censurato la protesta antimonarchica durante Barcellona - Atletico Bilbao. Fatale, per Julian Reyes, e' stata la scelta di omettere l'audio sulle immagini dell'inno nazionale, che a inizio match e' stato fischiato dalle tifoserie basche e catalane, in occasione della partita di Coppa del Re, a cui ha assistito in tribuna anche il sovrano Juan Carlos. Dopo un comunicato ufficiale di scuse, l'emittente Tve ha comunicato il licenziamento del direttore dei servizi sportivi, imputandogli un ''errore gravissimo", contrario alle istruzioni della direzione.

Da noi avrebbe avuto una medaglia e la presidenza della Rai.

martedì 12 maggio 2009

Chi manca?

“Riammettere quelle persone rinviate dall'Italia e identificate dall'Unhcr quali individui che cercano protezione internazionale"

(Ban Ki-Moon Segretario Generale dell’ONU)

Manca solo la dichiarazione del Gran Consiglio dei Jedi, di Gandalf il Bianco e della Confederazione dei Pianeti di Star Trek.

Poi è stato ammazzato veramente

«Purtroppo, se in questo momento state ascoltando o guardando questo messaggio, è perché sono stato assassinato dal presidente Álvaro Colom, con l'aiuto del signor Gustavo Alejos»(*)

Il Complotto

L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha annunciato oggi a Ginevra di aver scritto al governo italiano esprimendo "grave preoccupazione" per il rinvio in Libia di migranti intercettati o soccorsi in mare e per chiedere alle autorità italiane di "riammettere quelle persone rinviate dall'Italia e identificate dall'Unhcr quali individui che cercano protezione internazionale". Per l'Onu il principio del non respingimento non conosce limitazione geografica.
(La Repubblica)