lunedì 27 aprile 2009

Il Bagaglino chiude

Non mi ha mai strappato nemmeno mezzo sorriso, non ne sentirò la mancanza:
Metà con malizia, metà con vero rammarico, ci sarebbe da far notare al giovane Piersilvio Berlusconi quanto le destra sia immemore delle sue glorie. Tanto parlare e sparlare della crudele egemonia delle sinistra in satira come altrove, e poi il figliolo del capo della destra licenzia senza battere ciglio il gruppo di Pingitore, che del virus maligno del satirismo goscista è sempre stato immune. Tenacemente, con una compattezza ammirevole e perfino rispettabile, il Bagaglino ha sempre riproposto la stessa formula: donnine procaci, nella tradizione di quell'avanspettacolo che formò molti dei grandi del palcoscenico italiano, e quello humour greve e barzellettiere che certo non va a ledere la suscettibilità dei politici e delle loro corti: ma per milioni di italiani è "satira politica".
Un'idea allegra e piaciona dell'Italia e dunque della satira, davvero "di destra" tanto nei difetti (basta la salute) quanto nei pregi, l'assenza di malanimo e anche l'assenza di presunzione. Onesti professionisti, ma né l'onestà né il professionismo valgono contro la dura legge dell'audience. Le signorine desnude, gli imitatori e i sosia, le risate facili e grasse escono dall'Olimpo televisivo e tornano a essere un cast di quartiere.
(Michele Serra )


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