Alemanno: "Non uscire in queste ore di emergenza"
Bertolaso: "Non diffondere inutili allarmismi"
Alemanno: "Sgomberate mille persone"
Protezione civile: "Non è stato sfollato nessuno" e "non abbiamo mai chiesto ad un solo romano di allontanarsi dal lavoro o dalla propria casa".
Alemanno: "Si sta predisponendo evacuazione del Coni"
Protezione civile: "Nessun ordine evacuazione a Coni"
Alemanno: "La piena arriverà intorno all'1 di notte"
Protezione civile:"Piena Tevere alle 3 di notte, non ci sarà alcuna esondazione". "Non
abbiamo mai chiesto a nessun commerciante di allontanarsi dalla propria
attività né tantomeno abbiamo fatto evacuare le scuole. Se ci sono
state delle decisioni in tal senso, sono arrivati da presidi o da
singoli".
(da insiemearoma.it via jimmomo)
lunedì 15 dicembre 2008
L'Alemanno è esondato
Rispettiamo gli anziani
"Caro Direttore,
sono le sei del pomeriggio di sabato. Scrivo esasperato queste righe mentre da ore (sì da ore!) un'orchestrina più o meno improvvisata suona ad un volume altissimo da rompere i timpani musica rock sotto le mie finestre in via delle Alpi, al quartiere Trieste, gettando prima nella costernazione e poi nell'ira impotente insieme al sottoscritto tutti gli abitanti.
[..]
Lei, caro Sindaco [Alemanno], si è presentato all'elettorato facendosi portatore di un'istanza di tutela della tranquillità e dell'ordine, di rispetto delle regole e proclamando la necessità di farla finita con le notti bianche e dintorni. Ebbene, mi lasci dire che stasera, qui, in via delle Alpi, sembrava che i tempi del più rampante veltronismo, a dispetto della sua vittoria, in realtà non fossero mai finiti."
(Ernesto Galli della Loggia sul Corriere)
Non so... facciamo un decreto legge... chiamiamo la Protezione Civile. Muoviamoci!
Berlusconi porta sfiga
Tasso di crescita annuo del PIL in Italia dal 1981 ad oggi:
a) media Governi non-Berlusconi: +1,97%b) media Governi Berlusconi (fino al 2008): +0,93%
c) media Governi Berlusconi (incluse previsioni fino al 2010): +0,71%via Macchianera
ps
Si fa per scherzare eh...
domenica 14 dicembre 2008
Non è molto amato lui...
Un giornalista impazzisce e in una conferenza stampa aggredisce Berlusconi a colpi di scarpa.
Schifani al suo fianco rimane attonito.
Il fine mandato di Bush è sempre più mesto.
Economisti alla guerra.
Stanchi dei soliti articoli neoliberisti de laVoce.info?
I Neokeynesiani di sinistra (Tremonti insomma...) si sono organizzati e sfidano il think-tank tanto caro ai riformisti del PD (me incluso) con una nuova testata online Economia e Politica.it.
Mettetelo nei Segnalibri.
Casa Sofri
Oggi a pranzo.
Ludovico, undici anni: “perchè si chiama scuola materna e non scuola paterna?”.
Segue conversazione sul tema. Emilia, cinque anni, ascolta.
Passano due minuti.
Emilia: “perché si chiama scuola media e non scuola pedia?”
(Wittgenstein)
Oggi sto così
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare. »
"alla riscossa stupidi, che i fiumi sono in piena, potete stare a galla"
(Franco Battiato)
Segni del tempo...
«Il vero problema di Paolo Ferrero è nella sua indole illiberale nei confronti dell'informazione».
(Piero Sansonetti)
Un comunista che accusa un comunista di essere illiberare: un piacere sopraffino, per veri buongustai.
Ecco se Bossi cominciasse a dare dello scalmanato a Berlusconi sarebbe veramente troppo.
sabato 13 dicembre 2008
Matteo Renzi
Matteo Rienzi: Uno nuovo del PD, giovane,"bravo ragazzo", simpatico, ambizioso, intelligente e di centrodestra.
Sciopero CGIL: "Non credo che sia stata una brillante idea. Se fossi stato un lavoratore non l'avrei fatto". Berlusconi ringrazia.
Matrimonio gay: "Contrario". Benedetto XVI ringrazia.
Legge su unioni civili: "Dipende cosa c'è dentro. Possono bastare gli accordi privatistici". Binetti e BXVI ringraziano.
Legge 194: "Sarei per applicarla".Binetti ci siamo capiti, vero?.
Eutanasia:"Contrario". Binetti ringrazia.
Liberalizzazione droghe leggere:"Contrario". Giovanardi ringrazia.
Ne resterà soltanto uno
«Il voto dato al partito di Di Pietro è un atto di abiezione morale»
(Silvio Berlusconi)
«Berlusconi dà i numeri e dà di testa. Infatti mente sapendo di mentire.i»
(Antonio Di Pietro)
venerdì 12 dicembre 2008
Fanghiglia?
"Se si verificherà solo un rigurgito delle fogne, come prevede la Protezione civile, sarà una fanghiglia che andrà nei sottoscala e nei primi 20-30 centimetri del piano stradale".
(Gianni Alemanno)
MERRY CHRISTMAS
"La situazione per GM, Ford e Chrysler a questo punto si fa drammatica: i colossi del settore senza i prestiti che avrebbero consentito loro di operare almeno fino al 31 marzo prossimo hanno i giorni contati. La situazione peggiore è quella della GM che non ha risorse sufficienti per arrivare fino al 31 dicembre e che quindi potrebbe essere costretta a dichiarare bancarotta. Uno scenario apocalittico: si calcola che costerebbe agli Usa qualcosa come 7 milioni di posti di lavoro. Ma anche Chrysler non sembra potercela fare a superare questa crisi, mentre Ford potrebbe - teoricamente - accedere ai fondi della sua fondazione."
(La Repubblica)
Intanto loro si scusano:
«La proliferazione di marchi e rete di vendita ci ha fatto perdere un focus adeguato sul nostro mercato strategico Usa. Abbiamo anche squilibrato il nostro mix di modelli a favore di pick-up e Suv»
(Comunicato GM)
Matita rossa
“Credo che Francesco Bonami ha avuto...”
(Sandro Bondi - Ministro della Cultura)
via Luca Sofri
giovedì 11 dicembre 2008
I diritti di un cartone animato
In Australia stanno impazzendo:
"Il giudice ha stabilito che i personaggi del cartone animato si differenziano profondamente dagli esseri umani: "le mani hanno solo quattro dita - ammette il magistrato - e i volti hanno occhi, naso e bocca marcatamente diversi rispetto a quelli di qualsiasi essere umano". Ma nel contempo il giudice estrae dalla serie televisiva originale l'età dei giovani protagonisti del pornocartone amatoriale e stabilisce che l'età "apparente" dei due personaggi gialli si aggiri per l'uno intorno ai dieci anni e per l'altra intorno agli otto anni."
(Punto Informatico)
Retroguardia
"Steven Chu, premio Nobel per la Fisica, è il futuro segretario per l'Energia scelto dal presidente americano eletto Barack Obama, che ha praticamente completato la sua squadra per l'ambiente. Del «dream team» per combattere il riscaldamento globale faranno parte anche Lisa Jackson, alla guida del dipartimento per la protezione ambientale (Epa), Nancy Sutley al Consiglio per la qualità dell'ambiente e Carol Browner a un nuovo incarico in seno alla Casa Bianca che sovrintenderà all'energia, l'ambiente e le politiche per il clima."
(Corriere della Sera)
Ecco, noi invece siamo quelli delle centrali a carbone, delle centrali nucleari, quelli al 44esimo posto nella classifica dei 57 Stati a maggiori emissioni di
CO2, cioè di quelli che producono il 90% dei gas serra a livello.
Non paghi di ciò ci mettiamo a fare i capricci in Europa sull'ambiente e rinunciamo alla detassazione sugli investimenti ambientali.
Update:
Berlusconi non si/mi smentisce mai
Deformazioni
Ezio Mauro
"A questo Paese abbandonato, Berlusconi propone oggi di fatto di costituzionalizzare la sua anomalia, sanandola infine dopo un quindicennio: e restandone così deformato."
(La Repubblica)
mercoledì 10 dicembre 2008
Bonus e Social Card
di Massimo Baldini e Simone Pellegrino
[..]
In conclusione, i due provvedimenti [Bonus famiglia e Social Card] sembrano ben centrati a favore delle famiglie più povere, soprattutto la social card. Il bonus famiglie appare però come una inutile e temporanea duplicazione dell’assegno al nucleo familiare: sarebbe stato meglio non introdurlo, ma agire sull’assegno. Anche la social card ha sicuramente rilevanti costi amministrativi, che qui non sono stati considerati, ma che ne riducono l’impatto redistributivo. Anche se è apprezzabile l’obiettivo di concentrarsi sui soggetti più poveri, è comunque evidente che la social card non può da sola rappresentare una adeguata forma di contrasto alle povertà più gravi. La risposta migliore a questo problema resta l’introduzione di un reddito minimo di inserimento, come già hanno fatto quasi tutti i paesi europei.
(LaVoce.info)
E inoltre:
di Paola Monti
La social card è attribuita non solo in base a criteri reddituali e patrimoniali, ma anche di età. Le nostre stime parlano di una platea di beneficiari dominata dagli anziani: circa il 78 per cento delle famiglie aventi diritto include almeno un ultra sessantacinquenne, mentre il rimanente 22 per cento delle famiglie ha un bambino al di sotto dei tre anni. Nella tabella riportiamo la percentuale di beneficiari in base alla tipologia familiare. Più del 6 per cento delle famiglie con almeno un sessantacinquenne ha diritto alla social card, per tutte le altre categorie le percentuali sono inferiori.
| Tipologia familiare | % beneficiari | % esclusi | Totale |
| Single | 2,8 | 97,2 | 100 |
| 2 adulti, entrambi < 65 anni | 0 | 100 | 100 |
| 2 adulti, almeno uno > 65 | 6,2 | 93,8 | 100 |
| Genitore solo | 3,8 | 96,2 | 100 |
| 2 adulti + 1 figlio economicamente dipendente | 2,4 | 97,6 | 100 |
| 2 adulti + 2 figli economicamente dipendenti | 1,5 | 98,4 | 100 |
| 2 adulti + 3 o più figli economicamente dipendenti | 3,9 | 96,1 | 100 |
Si potrebbe ribattere che forse sono proprio le famiglie con anziani a essere in situazione di maggiore disagio in Italia. Ebbene, i dati Istat sulla povertà ci dicono che non è così. (2) L’incidenza della povertà è altrettanto grave, se non maggiore, tra le famiglie numerose (in particolare con molti figli) e in quelle monogenitoriali. Anche la scelta di concentrare le risorse a favore delle famiglie con figli minori di tre anni risulta poco comprensibile. Secondo i dati Istat, infatti, l’incidenza della povertà tra le famiglie con figli non dipende tanto dall’età dei bambini, ma dal loro numero. Sono povere il 25 per cento delle famiglie con tre o più figli e il 13 per cento di quelle con due figli, contro l’8 per cento delle famiglie con un solo figlio. Le percentuali tendono ad aumentare se il figlio è minore, arrivando al 30 per cento di poveri nel caso di famiglie con tre o più figli.Quante famiglie superano la soglia di povertà graziealla social card?
Poche. Dal momento che il trasferimento è esiguo e a cifra fissa, soltanto un limitato numero di famiglie, peraltro già in prossimità della soglia di povertà, la superano grazie al trasferimento. Secondo le nostre stime, solo il 13 per cento delle famiglie che avevano un Isee inferiore a 6mila, ma superiore a 5mila euro superano la soglia di povertà con la social card. Per i nuclei familiari con un Isee nullo o inferiore a 5mila euro, il tasso di permanenza in situazione di povertà è del 100 per cento. Risulta così evidente l’inadeguatezza dello strumento nell’alleviare situazioni di grave disagio economico. Molto più efficace sarebbe strato un trasferimento a somma variabile in funzione dei bisogni di ciascun nucleo familiare e finalizzato a portare tutti i beneficiari al raggiungimento di una soglia minima di reddito. Èquello che in quasi tutti gli altri paesi europei viene chiamato reddito minimo garantito.
(LaVoce.info)
44-esimi
Gli obiettivi del Protocollo di Kyoto? Sono sempre più distanti per l'Italia. Il nostro Paese prende voti scarsi nella lotta al surriscaldamento globale e, quel che è peggio, la soglia della sufficienza si allontana di anno in anno. A dare un giudizio negativo sulla performance italiana in quanto a misure per la riduzione dei gas serra è il rapporto internazionale Climate change performance index del German Watch, che mette l'Italia al 44esimo posto nella classifica dei 57 Stati a maggiori emissioni di CO2, cioè quelli che producono il 90% dei gas serra a livello
[..]
Il rapporto del del German Watch ipotizza che il giudizio in futuro potrebbe persino peggiorare e non lesina sulle critiche al comportamento del nostro Paese nei negoziati in corso sul pacchetto energia e clima dell'Unione Europea. Insieme alla Polonia, infatti, l'Italia si merita il giudizio più negativo sul piano internazionale per i ripetuti tentativi di sabotare il pacchetto. Come dire, abbiamo incassato anche uno zero in condotta.
(La Repubblica )
Anche Formica nel suo piccolo...
Claudio Sabelli Fioretti
Ricordate i nani e le ballerine? La lite delle comari? La politica sangue e merda? I conventi poveri mentre i frati sono ricchi? Il poker d'assi di Craxi contro Di Pietro? Era lui, sempre lui, il potente ministro delle Finanze socialista, Rino Formica. Quando si sfasciò il Psi tutti i socialisti si riaccasarono. Chi inseguì gli elettori, trovò seggi con Berlusconi. Chi preferì la storia, si accomodò negli angusti spazi offerti dal Pds.
Lui scomparve. Si dette agli studi. Non si presentò più alle elezioni. Smise di votare, o quasi. E anche le interviste: niente, o quasi. Uscì dalla Prima Repubblica e non entrò nella Seconda. "Persa la famiglia socialista non sentivo il bisogno di entrare in un'altra. Nel 1992 avevo fatto un disperato tentativo convincendo Craxi a dare la segreteria a Benvenuto. Ma Benvenuto crollò. Le pressioni furono forti".
Da parte di chi?"Dall'esterno".
Cioè?"Un mondo complesso".
Che vuol dire?"Non si può dire".
Perché?"Insomma, quella fase andava chiusa con la liquidazione del Psi".
Forze internazionali..."Quando una piccola potenza fa la politica di una grande potenza, nei momenti di difficoltà dei potenti può trovare spazio. Ma quando il potente può fartela pagare, te la fa pagare".
Un socialista dove deve andare? Stefania è a destra, Bobo a sinistra..."Non ho mai criticato chi è andato di qui o di là. Era un momento di sbandamento. Chi ha trovato casa, chi il capanno, chi una villa... benissimo. State dove vi chiama il ventre o l'intelligenza. Ma non manipolate la storia".
A chi stai pensando?"A Giuliano Amato... E' un manipolatore della storia... E' anche l'unico socialista che viene utilizzato a intermittenza e a rate nel Pd. Sai perché? Perché tutti sanno che nel Psi Amato contava meno del due di briscola".
Hai detto che è un bugiardo..."E' la verità. Un esempio. Alla famosa riunione della segreteria, quella del poker d'assi contro Di Pietro, Amato c'era. Intervenne proprio su come fronteggiare Di Pietro. Il giorno dopo Scalfari scrisse un violentissimo attacco ad Amato perché aveva partecipato ai lavori della segreteria pur essendo presidente del Consiglio. Amato mi telefonò: "Devo fare una smentita. Dirò che non ho partecipato ai lavori in cui si è parlato di Di Pietro"".
Chiedeva complicità?"Esattamente. Mi disse: "Sei l'unico che potrebbe rompermi i coglioni. Posso fare questa dichiarazione?" Gli dissi: "Falla, va benissimo per me". E lui la fece".
E tu tacesti..."Fino a quando cominciò a dire che non sapeva di questo, non sapeva di quello. Non sapeva niente".
Non sapeva del sistema delle tangenti..."Come uno che fa parte di una famiglia dove entra uno stipendio di mille euro al mese ma si vive al ritmo di 2 mila euro al giorno".
Anche tu sapevi..."Ma certamente, come no?".
Ma Amato negava..."Perché non era un intellettuale organico. Era ingaggiato. Un professionista. Praticamente un tassista".
Hai detto: "Non sta mai fermo, esiste solo se balla..." "E' noto che il decreto salva-Mediaset l'ha fatto lui".
Quello grazie al quale Craxi riaccese le tv di Berlusconi..."Due sono le cose. O l'hai fatto su commissione e dici: "Vabbé, non me ne fotte niente, mi hanno ordinato un pacco e io l'ho consegnato..."".
L'intellettuale tassista..."Oppure dici: "Ci ho messo la mia convinzione. Lo difesi e lo difenderò"".
E invece non lo difende..."Ha collaborato con Craxi, ha ispirato Craxi, ha sostenuto Craxi con dottrina e con sapere".
Dopo la morte di Craxi hai detto: "Non lascio campo libero ai pentiti ciarlieri"."Gli ex comunisti".
Pentiti ciarlieri?"D'Alema, presidente del Consiglio, offrì di fare i funerali di Stato".
E allora?"Dopo quello che gli aveva fatto... dopo avergli impedito di curarsi in Italia...".
Come poteva D'Alema farlo tornare in Italia a curarsi? Era latitante."Un governo forte poteva risolvere questo problema. Bastava un decreto per farlo curare a Milano".
I funerali di Stato non ci furono."Bobo e Stefania non vollero. Fu un errore gravissimo. Coprì la contraddizione".
Perché Craxi non tornò? Massimo due giorni di galera..."Quando alla fine del 1993 c'era la certezza che ci sarebbe stata una sventagliata di provvedimenti coattivi, io posi il problema a Craxi: "Abbiamo tutti il dovere di rimanere qui. Questa vampata si spegnerà. Si tornerà ad una maggiore serenità di valutazione"".
Che cosa rispose Craxi?"Ad un atto ingiusto io non resisto. Io andrò via".
Non hai cercato di convincerlo?"Gli dissi: "Commetti un errore gravissimo. Nei confronti della comunità che ti ha voluto bene e nei confronti di te stesso"".
Non ti ascoltò."Craxi aveva un grande bisogno di aria, di libertà. La sola idea di essere chiuso gli sarebbe stata fatale".
Tu inventasti i nani e le ballerine."L'assemblea nazionale".
Eri contrario."Non solo io. Tutta la sinistra, Signorile in testa. Ma quando si votò ci fu l'unanimità. Craxi mi spiegò: "E' stato facile, gli ho dato venti posti"".
Oggi c'è il pericolo di una deriva autoritaria?"La dittatura è la forma più dura, più spietata di sacralità della politica".
E allora?"Quello di Berlusconi è un partito barattolo, un contenitore, come quello di Veltroni".
E allora?"Il leader di un partito barattolo è immune dalla dittatura: proprio lui è il grande picconatore della sacralità della politica. Fa "cucù" alla Merkel... Te lo immagini dittatore?".
Recentemente hai polemizzato con Bassanini. L'hai definito craxiano e lui se l'è presa. Dice che era lombardiano."Talmente lombardiano che nel '79 aveva fatto il programma di governo di Bettino. E fu sostenuto alle elezioni dai craxiani. I lombardiani sostenevano Cicchitto".
La sede e l'utenza del telefono della corrente lombardiana di Roma erano pagate da Licio Gelli..."E' vero. E non mi risulta che il lombardiano Bassanini avesse mai preso le distanze da questa faccenda".
La corrente lombardiana, la più a sinistra, in casa di Gelli?"Il problema è Signorile".
Cioè?"Era simpaticamente disinvolto...".
E allora?"Non voglio riaprire polemiche con lui".
Dietro i lombardiani c'era Gelli?"Gelli non stava dietro... Gelli era un intelligente speculatore".
La P2..."La P2 era una copertura. Serviva, su suggerimento dei servizi Nato, a non fare accorgere nessuno dell'esistenza di una rete clandestina, un club, dove erano iscritti tutti i capi dei servizi. Qualcosa di eversivo. E Gelli era un drittone".
Ma poi la P2 è scoppiata..."Solo quando in America hanno sentito che cominciava a puzzare, che Gelli si era montato la testa, che voleva mettere sotto Calvi, mungendogli soldi. E che voleva fottersi il Corriere della Sera".
Dietro la P2, l'America..."Io ho fatto parte della commissione P2. Nella lista c'era anche Randolph Stone, capo della Cia in Italia. Figurava come imprenditore. Quelli dell'elenco sono stati sentiti tutti. Tranne Stone. In Commissione continuavo a dire: "Ma vogliamo convocare Stone?"".
Cosa ti rispondevano?"Niente".
E tutto questo significa..."Che Stone Gelli lo ha messo lì a garanzia che stava svolgendo una funzione per conto loro... Com'è che questa loggia non ha mai avuto, nella sua vita, una riunione?".
Com'è?"Era una casella postale".
Gelli era potente. Nominava le alte cariche..."Un vecchio trucco democristiano. Quando sapeva che c'era una nomina, prometteva a tutti i candidati di interessarsi. Alla fine, quello nominato, era conquistato per sempre".
C'è ancora la P2?"Sotto altre forme ce ne saranno centomila".
Tu facesti il nome di Belzebù... di Andreotti..."Si pensava che la P2 fosse un luogo di raccordo nazionale. Invece aveva una spinta sovrannazionale".
Che c'entra Andreotti?"Andreotti sapeva..."
Quindi non pensi che sia il grande vecchio dietro a Gelli..."No, lui non guidava Gelli. Però che ci fosse una casella postale di un luogo che aveva una sua legittimità, a livello internazionale, lo sapeva".
Lo hai definito "un grande inquinatore"..."Sbagliavo. Lui è un grande uomo di Chiesa. E' il vero capo di governo vaticano prestato all'Italia. Nel suo studio ho visto un quadro molto bello di Guttuso. C'è una serie di cardinali. E sotto la dedica: "Al cardinal Andreotti" e una figura mezzo cardinale e mezzo laico. Lui".
Perché Cicchitto si è iscritto alla P2?"Si era aperta la successione a Lombardi. Cicchitto sapeva che Signorile era protetto dalla P2".
Signorile non era della P2."Sicuramente aveva rapporti. Signorile è sempre stato molto levantino, abile".
Il piano di rinascita democratica di Gelli non ti sembra quello di Berlusconi?"Il piano non è per nulla un elenco di azioni eversive. Bisogna essere onesti: il piano di rinascita è il piano comune che hanno sia il Pd che Berlusconi. Un giorno ero con Macaluso e leggemmo una presa di posizione del Pd. Commentammo: "Ma questo è il piano di Gelli!"".
Tu sei sempre stato poco diplomatico. Hai definito Signorile "uno stupido"."Signorile non è uno stupido. Forse in qualche occasione si comportò da stupido".
Merzagora "un uomo poco serio"..."Quello sì. Quando ero segretario amministrativo del Psi scrisse in forma allusiva che avevo fatto una speculazione sui titoli Ferruzzi. Lo querelai. Lui non si fece mai dare l'autorizzazione a procedere... sviò, svicolò. Fece di tutto per non andare davanti al giudice. Lui che aveva uno yacht che batteva bandiera panamense".
Gaetano Scamarcio disse che non ti si doveva affidare nemmeno la gestione di una salumeria..."Fu un eccesso di zelo da parte degli amici di Andreotti. Cercavano qualcuno della mia parte che mi desse fastidio. Trovarono Scamarcio"
Franco Reviglio disse: "Non potevo avere un successore peggiore alle Finanze"..."Io non potevo avere un predecessore più inesperto".
Perché inesperto? "Era un professore universitario ma si occupava molto più del sottogoverno che degli studi".
Sei favorevole alla pubblicazione delle intercettazioni? "Ciò che si riferisce ad una responsabilità grave va pubblicato. Ma l'operazione difficile è la lettura delle intercettazioni. E la depurazione. Poi bisogna considerare il grado di sensibilità dell'opinione pubblica. Io non voglio fare i nomi... ma insomma quando Mattei si occupava di petrolio... se avessero intercettato le sue telefonate per avere il favore dello Scià...".
Il Pci è stato il grande intercettatore e il grande intercettato, dicesti una volta..."Il Pci, con l'aiuto dei sindacati, aveva i suoi uomini all'interno delle società telefoniche... poteva ascoltare tutte le telefonate che voleva. Bastava combinare bene i turni...".
Che cosa pensi dei politici di oggi?"Non hanno la bussola".
La bussola è l'ideologia?"L'ideologia, un insieme di valori...".
Per Berlusconi ideologia è un insulto..."Berlusconi è l'interprete delle tendenze di fondo del Paese. Ordina un sondaggio, legge i risultati e si adegua. Ai miei tempi compito della politica non era conoscere la realtà, ma forzare il corso delle cose. Adesso si sta dietro il corso delle cose".
Chi è che non ti piace a sinistra?"Il trasformista. Quello che fa la scelta e poi cerca il consenso. Oggi abbiamo una classe dirigente trasformista, che produce trasformismo. Sia a destra che a sinistra. Sia Berlusconi che Veltroni".
Berlusconi lo conosci?"E' venuto un paio di volte al ministero".
Ti eri occupato della famosa Iva di cui si parla tanto adesso. Dicono che facesti un piacere a Berlusconi concedendogli l'aliquota del 4%."Alla Rai, per il canone, veniva applicato il 4%. La commissione bicamerale dei Trenta chiese al governo di applicare il 4% per tutti, pubblici e privati".
Che impressione ti fece Berlusconi?"L'avevo conosciuto ancora prima, nel 1977, a una riunione al circolo di Aniasi. Me lo aveva segnalato Craxi: "Troverai un giovane imprenditore milanese, uno che potrebbe anche essere amico nostro". Non mi fece una grande impressione. Capelli lunghi e tanta brillantina. Mi dette fastidio. Pensavo che la brillantina fosse di destra".
Avevi visto giusto..."Alla fine ci mettemmo a parlare in un salottino. Mi disse: "A me piacerebbe fare la politica". Io gli chiesi: "Che cosa vorrebbe fare?". E lui: "Il ministro degli Esteri". Quando tornai a Roma lo raccontai a Craxi. Craxi si mise a ridere: "Ma chi cavolo è questo qui? Ma che si tolga di torno"".
Poi però cambiò idea... si precipitò da Londra per fargli il decreto che riaccendeva i suoi ripetitori... sembrava un suo suddito..."Craxi voleva rompere gli schemi del monopolio dell'informazione".
Di Berlusconi hai detto: "Le sue posizioni mutano secondo le convenienze"."Gli aristocratici della monarchia sabauda industriale di Torino dicevano: "Ciò che fa bene alla Fiat fa bene all'Italia". Berlusconi pensa la stessa cosa. Quello che fa bene a Mediaset fa bene all'Italia".
Cosa pensi delle leggi ad personam?"Una volta si diceva che le leggi sono come banconote: messe controluce, in filigrana si vede la testa del Re".
Oggi si vede la testa del Re anche se non le metti controluce."Il sistema democratico dovrebbe risolvere la questione. Basterebbe la chiarezza".
Esempio?"Avrebbero dovuto dire: "Portiamo davanti al Parlamento il fatto che sono stati compiuti atti giudiziari che configurano un caso di persecuzione". La società liberale aveva risolto questo problema. Il "fumus persecutionis" era la ragione per la quale non si dava l'autorizzazione a procedere. Ma lo chiamava col suo nome".
Berlusconi ti piace?"E' stato un innovatore. Ha svelato l'animo profondo di questo Paese, moderato e individualista. Ha messo in evidenza i difetti italiani e li ha chiamati virtù".
Gioco della torre. Bobo o Stefania?"Li butterei giù tutti e due...".
Perché?"Non danno un bello spettacolo".
Cioè?"Fanno pensare che Craxi non fosse capace di insegnamento".
De Michelis o Boselli?"Boselli è modesto. E' la sottoburocrazia comunista dell'Emilia".
Martelli o Intini?"Di Martelli uno si affeziona all'intelligenza. E alla capacità chirurgica di intervenire sui fatti. Intini è più schematico. E' un vecchio funzionario bolscevico. Non butto nessuno dei due. E' già avvenuta una strage di socialisti per mano altrui".
Visco o Tremonti?D'Alema, quando gli dissero che Visco stava facendo una politica fiscale contro gli operai, disse: "Visco è sia contro gli operai che contro gli industriali. E' contro tutti". A Visco manca la visione politica. Tremonti è aperto al nuovo. Se uno non sapesse, penserebbe che Tremonti è di sinistra e Visco è di destra...".
Tremonti di sinistra?"Strutturalmente di sinistra. Ha la capacità di essere raffinatamente doppio".
Mentana o Vespa?"Mentana ha una sua capacità creativa. Butto Vespa. Porta a porta potrebbe essere il Bignami della politica. Invece è Novella 2000".
Mieli o Mauro?"Tutti e due hanno sulla coscienza il fatto di aver partecipato al falò dei socialisti. Ma butto Mauro perché è il più antisocialista".
Repubblica o Corriere?"Il Corriere è antologico. Mantiene una linea di fondo di ispirazione realistica. Repubblica è fuori stagione. E' l'unico grande giornale in Italia che riesce ad essere nostalgico apparendo innovativo. Nostalgico, peggio che conservatore. Nelle sue pagine non c'è una riga che non appartenga allo strapassato".
Qual è il giornalista che proprio non sopporti?"Se ti dovessi dire quello che mi dà fastidio... però mi dispiace dirlo perché... insomma è Scalfari. Invecchia male. E' diventato insopportabile. E' di una faziosità antica. Dà un giudizio sui partiti politici secondo le esperienze di 40 anni fa. Secondo i suoi riconoscimenti o i torti o gli insuccessi che coltivò allora".
Sarà mica innamorato ancora di De Mita..."Sicuramente no. Ma non ha mai detto una parola sull'errore di quell'innamoramento. Lui è ancora al punto che De Mita è bravo perché cercava di fregare Craxi".
Perché Scalfari ce l'aveva con Craxi?"Perché era quello che voleva essere lui. Il segretario del Psi".
(La Stampa)
martedì 9 dicembre 2008
Andiamo bene...
Ancora un pochino e Silvio Berlusconi verrà incoronato da Benedetto XVI, imperatore del Sacro Romano Impero.
Barbarie
Un uomo condannato a morte in Iran è stato lasciato pendere a lungo dalla forca prima di essere deposto ancora vivo, ma con probabili danni irreversibili al cervello e alla spina dorsale, per volere dei familiari della persona che aveva ucciso, che hanno accettato denaro per salvarlo solo in extremis. L'episodio è avvenuto domenica a Kazerun, città nel sud del Paese, secondo quanto scrive l'agenzia Irna, che titola la notizia «dolce epilogo di una esecuzione»
(Corriere della Sera)
lunedì 8 dicembre 2008
Sbadataggine
Ad un cuoco irlandese è accidentalmente caduto il barattolo della diossina nel Roast-beef.
sabato 6 dicembre 2008
L'esperto risponde
"La questione morale? E' innegabile che ci sia, c'è assolutamente nel Pd"
(Silvio Berlusconi)
Per capire il baratro in cui è finito il centrosinistra basti sentire da chi si fa dare lezioni di moralità.
Che brutta fine ha fatto quest'uomo
"Come cittadino continuo a pensare che testamento biologico e unioni civili siano necessari. Come portavoce di Forza Italia ripeto che non sono priorità per il paese"
(Daniele Capezzone)
Si chiama schizofrenia, credo.
giovedì 4 dicembre 2008
Grande elettore
"Berlusconi è giovane, può fare di più"
(Licio Gelli)
Buona questa

Il Vaticano è disposto a firmare la convenzione internazionale contro
le bombe a grappolo a condizione che le vittime non siano omosessuali.
(Jena - La Stampa)
mercoledì 3 dicembre 2008
Regolamentare internet
Prima di piangere, disperarsi e strapparsi i capelli per le parole odierne del Premier sulla generica necessita' di "regolamentare Internet" occorre fare mente locale su due questioni fondamentali.
1) Berlusconi a livello internazionale conta circa come il Premier Cipriota.
2) Se anche cosi' non fosse fuori dall'Italia non è cosi' facile trovare posizioni del genere (leggi alla voce Obama).
Una volta chiarito questo e' in ogno caso piu' che lecito piangere,
disperarsi e strapparsi i capelli perche' questo paese in mano a questa
gente puo' solo ulteriormente peggiorare.
(Mantellini)
Il passo del gambero
Buona notizia:
Cattiva notizia:
riserva però la possibilità di non rispondere alle domande,
precisando che decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di
accoglimento "l'assenso si intende non fornito" e il cittadino non
potrà usufruire della detrazione.
martedì 2 dicembre 2008
La UE non si discute
Dice che è colpa della UE se l'iva a SKY bisogna raddoppiarla e che è stato Prodi, quel lestofante, a prometterlo ai commissari UE.
La UE non si discute. Si obbedisce e basta. Volenti o nolenti.
Tranne quando dice di mandare Retequattro sul satellite.
Prepensionamenti

"Politici e direttori di giornali come La Stampa e il Corriere dovrebbero tutti cambiare mestiere, andarsene a casa"
(S.B.)
Quando si dice il campione del liberalismo...
Secondi fini

Questo atteggiamento però ha una sua logica: se la società smette di emarginarli, difficilmente si faranno preti.
(Spinoza)
Viaggi nel tempo
Sembra che nel 1964 una storica dell'arte, tale Mina Bacci, abbia platealmente copiato la recente prefazione di Vittorio Sgarbi per un saggio su Botticelli.
Alla buon'ora
"Sull'Iraq ho sbagliato"
(George W. Bush)
Vorrei vedere la faccia di Giulianone Ferrara.
lunedì 1 dicembre 2008
Come si picchiano le donne
1) Mai picchiarla in faccia. La stessa regola vale per gli animali. Se il vostro cammello o asino non vuole camminare, non colpitelo in volto. "E se una cosa del genere non si fa sugli animali, a maggior ragione è vietato farlo sulla sonna).
2) Le botte devono essere leggere. Il senso del messaggio deve essere: "Donna, sei andato oltre. Ora basta".
3) Le botte non le devono rendere brutta in viso.
4) La deve colpire dove non lascerà dei segni e dove non provocherà danni. Ad esempio, deve evitare di colpirla sulle mani.
5) Non deve picchiarla come si farebbe con un animale o un bambino, schiaffeggiandola.
(per i dettagli...)
Lungimiranza
In controtendenza con il mondo intero l'Italia riduce drasticamente gli incentivi fiscali in efficienza energetica e fonti alternative.
Sempre avanti noi.
Sky di lotta e di governo
"La questione SKY-Berlusconi racconta con piana crudeltà l'enormita' del
conflitto di interesse di Sua Emittenza. Una volta detto questo occorre
anche aggiungere che l'iva agevolata per la TV a pagamento e' una cosa
che non sta ne' in cielo ne' in terra."
(Massimo Mantellini)
Nulla da aggiungere salvo il fatto che non si poteva scegliere momento peggiore per l'"adeguamento" IVA. Ma non si dovevano lasciare più soldi da spendere al ceto medio?
Sul conflitto di interessi che dire?
Agli italiani non è mai fregato nulla di questa cosa... si parla al vento... è una roba da iniziati...
Relativismo cattolico
«Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni»
(Monsignor Celestino Migliore )
Per il Vaticano il punto è che non si possono discriminare i razzisti.
Ognuno ha diritto ai suoi pregiudizi.
C'è chi manderebbe gli ebrei ai forni.
C'è chi brucerebbe i neri sui roghi.
C'è chi ammazza i froci.
Tutti noi, brava gente, abbiamo diritto ai nostri sani razzismi.
Per fare solo un esempio pensate a quei poveretti in Iran che, giustamente, impiccano i sodomiti nelle pubbliche piazze! Come si sentirebbero se l'Onu condannasse queste esecuzioni? Pensate alla profonda tristezza dei boia disoccupati e ghettizzati.
Un po di sensibilità... per Dio!
Il Monsignore si mostra comunque generoso e di larghe vedute:
"Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e
spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi,
che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni
marchio di ingiusta discriminazione"
(Monsignor Celestino Migliore )
Ecco ora è chiaro... non si discrimina ingiustamente.
Discriminiamo sempre e solo giustamente, in modo appropriato e, in ogni caso, nel nome del Signore (suo).
Amen.
domenica 30 novembre 2008
Acquedotto Pugliese, Barack Obama e General Motors

CLAUDIO GATTI PER IL SOLE 24 ORE DI GIOVEDI 27 NOVEMBRE 2008
Il neopresidente Barack Obama si è impegnato a non far fallire il settore automobilistico americano. Ma il rischio che Generai Motors, Ford o Chrysier finiscano in bancarotta rimane. E soprattutto rimarrà per anni. L'impatto sarebbe drammatico: in gioco è il destino di 105 fabbriche, 13mila concessionari e 24mila dipendenti. Più l'indotto. Ma le conseguenze non rimarrebbero circoscritte agli Usa. Si farebbero sentire tra l'altro anche su quattro milioni di italiani: gli utenti di Acquedotto Pugliese Spa (Aqp). Se saltassero i tre big dell'auto americani, Aqp si troverebbe infatti a fronteggiare un ammanco di decine di milioni di euro. Uno shock non da poco per una società che negli ultimi anni ha chiuso i bilanci con un attivo inferiore al mezzo milione di euro. A collegare il destino dei colossi di Detroit a quello della rete idrica pugliese è un'emissione obbligazionaria da 250 milioni di euro lanciata nell'estate del 2004. Una storia finora raccontata solo in parte. Che merita di essere ricostruita in dettaglio perché emblematica di un certo modo di amministrare la finanza pubblica locale.
Tutto comincia nei primi mesi del 2004. Amministratore unico di Acquedotto Pugliese (Aqp) era Francesco Divella, oggi deputato del Pdl. Governatore della Puglia, e in quanto tale "legale rappresentante" del socio di maggioranza di Aqp, era invece Raffaele Fitto, attuale ministro per gli Affari regionali.
All'inizio della primavera di quell'anno, l'istituto americano Merrill Lynch, all'epoca consulente finanziario della Regione Puglia, disegnò un complesso pacchetto finanziario inteso a creare liquidità per importanti lavori di rinnovamento della rete idrica che serve oggi Puglia, Basilicata e parte della Campania.
Era un'operazione in più fasi che includeva, un’emissione obbligazionaria quindicennale per 165 milioni di sterline, un primo swap in euro per eliminare il rischio di cambio, un secondo swap per trasformare il flusso di interessi da tasso variabile a tasso fisso e cambiare il piano di rimborso passando da un'unica scadenza al termine del prestito a un piano di restituzione a quote costanti di 17,8 milioni di euro all'anno, e infine un nuovo swap che ritrasformava il tasso fisso in variabile con un tetto minimo e uno massimo, i cosiddetti floor e cap.
Componente essenziale di quel pacchetto era il cosiddetto sinking fund, e cioè il fondo d'ammortamento in cui Aqp avrebbe dovuto versare semestralmente una rata di 8,9 milioni di euro fino ad accumulare l'intero nozionale da rimborsare agli obbligazionisti alla scadenza del prestito, nel 2018. Data che coincideva con la scadenza della concessione per le acque di Aqp.
L'accordo prevedeva che le rate versate nel sinkingfiind da Aqp potessero essere investite a discrezione di Merill Lynch in un paniere di titoli obbligazionari - le cosiddette eligible entìties - concordati tra le parti, che includevano titoli di Stato, di enti locali, di istituzioni finanziarie internazionali e corporate, cioè di aziende private. Il Sole 24 Ore ha ottenuto copia dell'elenco di titoli ammessi nel paniere. Tra questi spiccano appunto Generai Motors, Ford e Chrysier (all'epoca DaimlerChrysIer).
L'aspetto più delicato di questa complessa costruzione finanziaria stava nel fatto che i rendimenti dei titoli obbligazionari nel sinkingfund spettavano a Merrill Lynch, mentre il rischio di credito ricadeva su Aqp. In altre parole Merrill Lynch avrebbe avuto tutto il vantaggio nell'investire in titoli ad alto ritorno - e quindi anche ad alto rischio - perché nel caso di default sarebbe stato Aqp a dover reintegrare la differenza tra il valore nominale del titolo e il suo valore effettivo sul mercato.
Un investitore sofisticato, o ben consigliato, si premunisce definendo un paniere di titoli sicuri e un rigido limite di concentrazione per singolo titolo. Altrimenti il rischio è di rimanere in balia della voracità delle banche. In questo caso Aqp non sembra si sia premunito.
A dirlo non siamo noi. I primi a sostenerlo furono i tecnici di Dexia, la banca che Merrill Lynch aveva chiamato ad assisterla nell'emissione e che ha comprato una grossa parte dei bond. Il 24 febbraio 2005 il capo della finanza strutturata di Dexia scrisse ad Aqp dicendo di avere «recentemente scoperto una complessa transazione in derivati tra Acquedotto Pugliese e Merrill Lynch (MI)... che costituisce una violazione dei termini del contratto dell'emissione». In altre parole, come si legge in un promemoria di Aqp datato 7 luglio 2005, «Dexia ignorava resistenza dei contratti di swap sottoscritti da MI e Aqp, e in particolare... lo swap con il sinkingfund». Ecco come prosegue il promemoria: «In questa contestazione Dexia è stata supportata da Fsa, una società d'assicurazione del credito appartenente al gruppo Dexia, che è entrata nell'operazione senza sottoscrivere alcun contratto con Aqp, ma presumibilmente sottoscrivendone con Merrill Lynch e/o Dexia. La posizione di Merrill Lynch e dei suoi legali Linklaters è stata sino ad oggi quella di respingere le contestazioni mosse da Dexia e Fsa, nonché di negare qualsiasi responsabilità nell'aver suggerito ad Aqp di sottoscrivere due operazioni giudicate in conflitto contrattuale.
Va evidenziato che né Merrill Lynch né Linklaters... hanno supportato Aqp con un parere legale che dichiari in maniera netta che Aqp non sta violando il contratto di emissione obbligazionaria... Le contestazioni di Dexia e Fsa... hanno ovviamente messo Aqp in un condizione di grande difficoltà e incertezza. La società ha, pertanto, incaricato lo studio legale Dewey Ballantine di approfondire la presunta violazione degli impegni del contratto di emissione obbligazionaria, verificando altresì eventuali profili d'inadempimento contrattuale e responsabilità extracontrattuale da parte di MI. A tale scopo è stato... dato incarico al prof. Marco Bigelli (ordinario di finanza aziendale all'Università di Bologna) di effettuare un'analisi tecnica dei contratti di swap, anche al fine di verificare se l'operazione sottoscritta da Aqp è stata "prezzata" in maniera congrua da Merrill Lynch».
Ed ecco cosa scrisse il professor Marco Bigelli, con il collega Emanuele Bajo, nel «Parere sulla convenzienza economica» consegnato all'Aqp il 28 giugno 2005: «Va sottolineato il meccanismo di base sottostante il funzionamento del sinkingfund. Questo può essere investito - fino a una quota massima del 70% - a discrezione di Merrill Lynch (MI) anche su una rosa di titoli obbligazionari tutti corporate, caratterizzati da un rendimento consistentemente superiore ai titoli governativi o di enti pubblici o sovra-nazionali. La ragione del maggiore rendimento va individuata nel maggiore rischio di credito insito in tale categoria di obbligazioni... (Così come concepita) l'operazione comporta per Aqp un leggero vantaggio stimabile in circa 1,05 milioni di euro a fronte del quale Aqp si assume il rischio di credito... La quantificazione del rischio di credito assunto da Aqp dipende dagli scenari... nei quattro scenari simulati, il valore oscilla tra 7,2 e i 12,2 milioni di euro».
Altrettanto preoccupante è il parere che venne fornito da due altre banche, Deutsche Bank e Barclays, alle quali Aqp dette il mandato di advisor nella vicenda: «L'operazione è stata strutturata con modalità che lasciano a MI la libertà d'investire, trasferendo il rischio di credito su Aqp, all'interno di un portafoglio di... titoli in percentuali che risultano nettamente sbilanciate sulla componente più rischiosa, la categoria corporate». Secondo i calcoli della banca se, come normalmente viene fatto, Merrill Lynch avesse cristallizzato i guadagni del sinkingfund sin dal giorno dell'emissione, per l'istituto l'utile sarebbe stato «stimabile in euro 11 milioni».
È fra l'altro opportuno notare che quel sinkingfund non era necessario. «Acquedotto Pugliese era una Spa e in quanto tale, per legge, non aveva alcun obbligo di convertire la modalità di pagamento da scadenza unica a rate costanti. La normativa lo impone solo agli enti locali - ci dice un banchiere a conoscenza dei fatti che preferisce rimanere anonimo - Per questo le municipalizzate, o società equivalenti come l'Enel, non optano mai per un sinkingfund bensì si rifinanziano a scadenza di ciascuna emissione».
«Questo è vero - ribatte un banchiere di Merrill Lynch che partecipò alla costruzione dell'operazione - ma c'era il problema della scadenza della concessione nel 2018, data che determinò anche la durata dell'emissione. Poiché Aqp non poteva avere la certezza di avere il rinnovo della concessione, sapeva che nel 2018 avrebbe potuto avere problemi a rifinanziarsi e quindi preferì creare un fondo d'accanto-namento».
Comunque sia, supportata dai due advisor, Aqp aprì un negoziato con l'istituto Usa per una possibile ristrutturazione dell'operazione. Da testimonianze raccolte, al Sole-24 Ore risulta che Merrill Lynch dette a quel punto la propria disponibilità a negoziare una risoluzione del contenzioso.
La trattativa si protrasse per mesi alla fine dei quali emerse una possibile soluzione: Aqp avrebbe dovuto mettere sul piatto quella dozzina di milioni di euro che aveva già accontonato a bilancio e in più aggiungerne altri 405. Il problema per Aqp era il reperimento di quest'ultima cifra. Gli advisor proposero di prenderli in prestito e spalmarne il rimborso lungo la durata del prestito.
Ma forse anche perché in quel momento i titoli automobilistici Usa stavano dando segni di recupero, al Sole-24 Ore risulta che, contro il parere degli advisor, Aqp decise di non decidere. Di fatto però, tenersi quel rischio in pancia era come giocare alla roulette.
II nostro giornale ha contattato il direttore generale di Aqp Massimiliano Bianco, uno dei protagonisti di quei negoziati, per chiedergli conferme, smentite o spiegazioni. La sua risposta è stata: «La politica aziendale mi impedisce di rispondere». Bianco ci ha fatto poi contattare dall'avvocato di Aqp, il quale ha confermato i contatti con Merrill Lynch ma li ha qualificati come «chiacchiere fumose» più che proposte concrete su cui chiudere l'intero contenzioso.
Dipende da cosa s'intende per «chiacchiere fumose». Il Sole-24 Ore ha copia di una presentazione di Merrill Lynch, datata 11 novembre 2005, in cui si presentavano tre possibili scenari, con tanto di cifre per cedole e spread, e si diceva: «Nel quadro della nuova struttura, la quota capitale versata semestralmente da Aqp potrà essere utilizzata da Merrill Lynch per il solo acquisto di titoli obbligazionari emessi dalla Repubblica italiana e i titoli presenti nel fondo al momento della ristrutturazione saranno sostituiti da emissioni obbligazionarie della Repubblica italiana». Chiacchiera fumosa? Può darsi, ma rimane il fatto che se c'era una cosa che gli advisor di Aqp invitavano a non fare era proprio di non far nulla.
È doveroso specificare che Bianco non aveva deleghe per decidere da solo e che all'epoca Francesco Divella aveva lasciato la guida di Aqp a Riccardo Petrella, e che era cambiato anche il rappresentante legale dell'azionista di maggioranza: dall'aprile 2005 alla presidenza della Regione era infatti arrivato Nichi Vendola.
La gravità del rischio Gm-Ford era comunque ormai evidente a tutti. Lo dimostra fra l'altro una lettera inviata dallo studio legale di Aqp, Dewey Ballantine, a quello di Merrill Lynch, Linklaters: «Vi diffidiamo dal continuare a investire in obbligazioni General Motors, come ci avete anticipato verbalmente, o in qualsiasi altra obbligazione del settore automobilistico ingenerale». La risposta di Linklaters fu flemmatica: «I diritti e gli obblighi dei nostri rispettivi clienti riguardo sostituzioni nel paniere sono chiaramente elencati nel contratto». In altre parole: la rimozione di un titolo dal paniere è un diritto di Aqp, purché ne paghi il costo. Altrimenti è un diritto di Merrill Lynch di tenere i soldi investiti in qualsiasi titolo ritenga opportuno. E così è stato.
Il Sole-24 Ore è in possesso di due documenti utili per fare una stima sulle potenziali perdite di Aqp in caso di default. Il primo è un'e-mail inviata il 16 maggio 2005 dal banchiere di Merrill Lynch che seguì l'operazione, Daniele Borrega, al direttore generale di Acq, Massimiliano Bianco, e al suo direttore finanziario Luigi Deperte in cui si dà una valutazione dell'operazione. Il secondo è il parere tecnico degli advisor a cui si rivolse Aqp nel 2005, da cui risulta che, fino a oggi, nel sinkingfund si sarebbero accumulati oltre 71 milioni di euro. E che ben 50 sarebbero stati in titoli del settore automobilistico Usa.
Un esperto consultato dal nostro giornale fa notare che già adesso i bond della Gm sono scambiati sul mercato a poco più del 20% del loro valore nominale ma che, in caso di default, il valore potrebbe ridursi al 10-15 per cento.
E se in bancarotta dovesse andare solo l'azienda più esposta, e cioè la Gm? A quel punto, Merril Lynch avrebbe il diritto di trasferire il nuovo capitale iniettato in obbligazioni Ford o Chrysier. Insomma, Acquedotto si trova comunque a far fronte a un potenziale buco sulla cui grandezza Aqp non ha voluto esprimersi, ma che a oggi noi stimiamo attorno ai 40 milioni. Tredici milioni sono stati già accantonati, ma il resto?
La via d'uscita potrebbe offrirla la sezione societaria del Tribunale di Bari alla quale, nel marzo scorso, Aqp - ora sotto la guida di Ivo Monteforte - ha presentato una causa contro Merrill Lynch per «violazione degli obblighi di condotta e di consulenza». In altre parole, per non aver rispettato i propri doveri di trasparenza sui prodotti offerti e per non aver svolto correttamemente il proprio compito di assistenza finanziaria. Su questo Merrill Lynch ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
«Il problema più grosso per Aqp non è un'eventuale bancarotta di Gm domani, che comunque gli costerebbe ben più dei 4 o 5 milioni aggiuntivi di due anni fa, bensì una bancarotta tra 8 o 9 anni, quando il sinkingfund avrà accumulato quasi l'intero ammontare del prestito. Se le case automobilistiche Usa saltassero allora, per Aqp si aprirebbe una vera voragine finanziaria - osserva un altro banchiere a conoscenza dei fatti - Un buon padre di famiglia non avrebbe mai accettato di correre un rischio del genere. Ma qui i soldi sono dei contribuenti».
Sarebbe però anche interessante capire se, a parte Merrill Lynch, qualcun altro abbia tratto vantaggio da questa operazione. E che ruolo può aver giocato.
Claudio Gatti
cgatti@ilsole24ore.us
sabato 29 novembre 2008
Conflitto di interessi
"deve essere chiaro che questo provvedimento è un aumento delle tasse per le oltre 4.6 Milioni di famiglie italiane che hanno liberamente scelto i programmi di Sky. Informeremo immediatamente i nostri oltre 4,6 milioni di abbonati di questa decisione del governo di aumentare le loro tasse, affinchè in questi tempi difficili abbiano chiaro che cosa sta accadendo alla loro capacità di spesa".
(Comunicato - SKY)
Mi raddoppiano l'IVA sull'abbonamento.
Ma non era il governo del "giù le tasse"?? Forza Murdoch sei tutti noi!
Dettaglio insignificante: dal raddoppio dell'Iva sono esonerate le carte prepagate per il calcio.
Quelle Mediaset insomma...
27 novembre 2008
Il terrorismo islamico squassa il mondo, a Porta a Porta tempestiva puntata su:
Alba Parietti, Lory Del Santo, Klaus Davi, Silvana Giacobini, Stefano Zecchi, Roberto Gervaso, Eleonora Daniele, Giancarlo Magalli, Barbara Chiappini.
E poi si incazza pure se perde ascolti.
Tassa sulle seghe
Libri, cinema, tv: torna la porno-tax
Addizionale del 25% per le opere con scene di sesso esplicito «non simulato»
(Corriere della Sera)
venerdì 28 novembre 2008
Balle
"Non è colpa mia se abbiamo ricevuto il 106 per cento del debito sul pil."
(Silvio Berlusconi )
L'avrà ricevuto da sé stesso.
Durante il suo primo governo (2001-2006) il deficit è aumentato fino al 4.4%, tra condoni, sanatorie, finanza creativa (era l'altro Tremonti, quello cattivo, ora è timorato di Dio). Lui dava la colpa all'11 settembre, vi ricordate? In ogni caso si sfondò il 3% di Maastricht, l'Europa si incazzò e aprì una procedura contro l'Italia. Chi se lo ricorda più...
Poi arrivo il 2006 quei comunisti di Tommaso Padoa-Schioppa e Visco durante il governo Prodi fecero calare il deficit con il recupero dell'evasione e, bisogna dirlo, con un aumento della pressione fiscale.
La UE chiuse la procedura di infrazione.
Morale: Berlusconi è un cazzaro.
giovedì 27 novembre 2008
Social Card
Ve l'immaginate la scena? Un pensionato entra dal panettiere e paga con la social card, la commessa, santa donna, si intenerisce e l'omaggia di un paio di scarpe usate: "sono come nuove, mio figlio le ha usate solo una volta, sa, a lui piacciono di marca". Solo un genio del male come Tremonti poteva escogitare una trappola del genere.
(formamentis)
Rivelazione
Karol Wojtila trovò la fede comunista in punto di morte, e spirò baciando il libretto rosso di Mao. E’ Fausto Bertinotti, ultimo rappresentante in terra della dinastia dei grandi comunisti, a rivelare l’inedito retroscena. “Ero in contatto da tempo col Santo Padre per via del mio personale e privato interessamento alla fede. Negli ultimi giorni di vita di Giovanni Paolo II fui contattato dal suo entourage, e accordi in gran segreto al suo capezzale. Adesso posso rivelarlo: posò sul comodino il vangelo e mi chiese a gesti il libretto di Mao che porto sempre con me. Lo baciò, lo strinse al petto, e spirò dicendo ‘Bandiera rossa la trionferà’”.
(Micromega)
Il figliol prodigo
Francesco Pionati, ex portavoce dell'Udc, lascia il partito e fonda un nuovo movimento politico, Alleanza di centro. Il movimento, che sarà presentato giovedì prossimo nel corso di una conferenza stampa, si propone come «casa e riferimento dei moderati che, non condividendo l'attuale posizionamento dell'Udc, intendono collocarsi senza ambiguità all'interno del centrodestra, a sostegno di Berlusconi e del suo governo, e che guardano al Pdl come interlocutore naturale, alla ricerca delle forme di collaborazione più utili e opportune in vista delle lezioni amministrative della primavera 2009»
(Il Corriere della Sera)
Il carro del vincitore si affolla sempre più.
Mi ripeto: un democristiano all'opposizione è un ossimoro.
Il mio Dio è più forte del tuo
«Oh Allah distruggi gli Indù e fallo nel modo peggiore»
(Al Qaeda)
Ma noi sappiamo chi è il più forte di tutti tutti, vero Ratzi?
Satira in TV
Non sembra un momento felice per la satira, specie la satira politica in tv. Funzionano le trasmissioni di comicità pura o le parodie all'interno di un programma, ma le trasmissioni di satira, specie se connotate politicamente (per esempio su Raitre, la Dandini con una media tra il 7 e l'8% di share; o la Cortellesi con circa il 6%), non hanno ottenuto gli ascolti desiderati. Difficile valutare se si tratti di crisi temporanea (come accade ciclicamente per il varietà o il reality show) o di qualcosa di più serio. Anche perché qualche oasi felice c'è: Crozza - seppur molto di nicchia su La 7 - non se la passa male e neppure Bertolino col suo Glob.
Non si tira indietro Paola Cortellesi (stasera in onda la quarta puntata di «Non perdiamoci di vista»): ammette la sconfitta dell'Auditel e opta per una riflessione a 360 gradi: «Intanto penso che il mio sia un varietà dove c'è un po' di tutto e non un programma di satira. Poi per quanto riguarda gli ascolti io sono contenta così. Davvero. La proposta televisiva è ricchissima, il pubblico si trova a scegliere tra mille offerte. Non si fanno più gli ascolti di un tempo. È una battaglia persa concentrarsi sull'Auditel. Io lo sapevo che sarebbe andata così, il giovedì sera c'è anche Santoro e io stessa amerei seguire Annozero.
Per questo credo che non ci sia la crisi della satira politica. Quella che c'è, fa sempre bene e risveglia le coscienze». Senta ma quanto si è divertita a fare la parodia di Daniela Santanché dalla Dandini? «Io e Serena ci siamo divertite da pazzi e pure la Santanché vera si è divertita».
Di divertimento puro parla anche Michele Mozzati (della coppia Gino Miche-le): ora firma «Zelig» (dai grandi ascolti), ma per anni ha masticato satira politica realizzando una delle più belle trasmissioni di quel genere: «Su la testa» con Paolo Rossi (Raitre) nel 1992. Lui e Gino, scientemente, hanno scelto di dedicarsi alla comicità pura «senza affatto vergognarci per questo», e di abbandonare, per ora, la satira politica perché «quando non c'è la situazione oggettiva favorevole, meglio non farla».
Ne è convinto Michele: «La satira non muore, va a periodi e questo non è molto favorevole. A volte i comici diventano politici che fanno i sermoni, ma attenzione: la satira deve far ridere se no è un' altra cosa». Ma perché non è favorevole alla satira politica questo periodo? «La satira si rivolge a un certo tipo di pubblico: con quel pubblico il comico ammicca e parla male del "nemico". Ma essendo la situazione italiana molto piatta dal punto di vista culturale e politico, il pubblico che segue la satira è molto diminuito. Così pure la proposta diventa debole. E comunque, a parte qualche esempio, grande satira politica in tv non se ne è mai fatta».
(Il Corriere della Sera)
Ma chi è il genio che fa schiantare la Cortellesi contro la corazzata di Santoro? Oltretutto i target di pubblico sono identici.
Tipo me per esempio. Che razza di palinsesti!
mercoledì 26 novembre 2008
La (Pen)isola della vergogna
Ci sarebbe da dire "chissenefrega" ma pare che la vittoria di un transessuale all'Isola dei Famosi sia l'evento dell'anno in Italia.
Non aggiungo nulla ai commenti entusiasti e un filino eccessivi che trovate su tutti i giornali/siti.
Riporto però con divertimento il seguente commento di un senatore UDC (l'enclave vaticana che siede in Parlamento, i sodali di quel deputato che faceva le orge in hotel mentre la moglie era a casa, quelli capitanati da un divorziato risposato che organizza il Family Day, quelli che, al contrario della Binetti, quando razzolano sono molto più accomodanti di quando predicano e che quindi sbagliano due volte):
«Che la tv pubblica erga ad eroina un trans è scandaloso. Più che Isola dei famosi, l'Isola della vergogna »
(Maurizio Ronconi)
Signora mia...che mondo,che mondo!
Aggiornamento:
Su Radio Padania si sono sprecati:
«il messaggio sessuale di Vladimir Luxuria faccia breccia nei giovani, che sono portati alla trasgressione. Perché anche noi abbiamo trasgredito, ma in maniera sana, con le ragazze».
«la maggior parte della gente sta con noi della Lega, con noi che difendiamo la famiglia e i valori naturali, con noi che abbiamo l’orticaria di fronte a questo tipo di messaggi e che portiamo avanti una visione della società fatta da persone vere, normali, reali, mentre quella non è la normalità»
Si commentano da soli.
Se loro sono normali io sono un Klingon.
Poveri patentati
La social card che il Governo varerà nei prossimi giorni è un bancomat azzurro e anonimo. Una carta dove saranno caricati i soldi del Governo, 40 euro al mese a regime, 120 euro a dicembre come somma delle tranche da ottobre a dicembre. La può usare chiunque, ha spiegato il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti, il titolare della carta o un suo parente che va a fare la spesa.
(Il Sole24Ore)
Sai che divertimento andare al supermercato avvicinarsi alla cassa e tirare fuori la "patente di povero" (azzurra? ricorda niente il colore??).
100 euro in più sulla pensione sarebbero stati meno umilianti.
Castate
La deputata Mongherini e’ assenteista? Se la spassa a spese dei cittadini? Approfitta dei privilegi dei politici? No. L deputata Mongherini ha una gravidanza a rischio. Cerca di salvare il suo bambino. E nel frattempo come se la croce non bastasse è costretta a fronteggiare il popolo dei blog che la incalza, la accusa, le chiede conto delle sue troppe assenze, la sbatte nel novero dei furbetti della casta, la invita sbrigativamente a “non frignare” Perche’ la deputata Mogherini crede in Internet: considera suo dovere rispondere agli elettori, anche se in rete – racconta – le tocca afrontare tutta l’arretratezza italiana, il tradizionalismo, il maschilismo, il livore”. Nel suo invidiabile ottimismo democratico arriva persino a giudicare “utile il dibattito” che la oppone donna e gravida, al tribunale permanente dei blogger, che le rovescia addosso ogni sospetto ogni pregiudizio. Ora il fastidioso astioso dibattito di massa sulla gravidanza della deputata Mogherini puo’ avere termine. Ha perso il bambino, non ce l’ha fatta. L’assemblea dei blogger puo’ infine prendere atto: aspettava davvero un figlio e adesso non lo aspetta piu’. Mogherini ha voluto dare conto del suo lutto in rete, non si sa se per estrema fiducia nel dibattitto o per disperdere la muta di internauti che la braccava.
(Michele Serra)
martedì 25 novembre 2008
A Natale mi faccio un regalo
La deflazione è un fenomeno di riduzione generalizzata e continuata del livello generale dei prezzi. Inizialmente, però, quando non ha ancora influenzato le aspettative sull’andamento futuro, la riduzione dei prezzi è un fenomeno positivo, come hanno sottolineato anche molti commenti a un articolo precedente. La deflazione porta infatti un po’ di respiro a consumatori vessati da anni di inflazione e con redditi che non reggevano il ritmo di crescita dei prezzi.
Ma l’effetto benefico della deflazione sul potere d’acquisto dei consumatori è solo temporaneo e non deve quindi far dimenticare i suoi effetti nefasti di più lungo periodo. Se infatti si diffonde nell’economia l’idea che i prezzi si ridurranno non solo oggi, ma anche in futuro, allora i consumatori potranno essere indotti a rinviare sistematicamente i loro acquisti di beni durevoli (automobili, elettrodomestici, computer), tenendosi invece in tasca il denaro contante. Non solo, le aziende con la prospettiva di veder scendere i loro prezzi di vendita e quindi i loro margini di profitto, saranno indotte a fare pressione sui sindacati per ottenere riduzioni nel livello dei salari, in assenza delle quali faranno più facilmente ricorso ai licenziamenti. A loro volta, la eventuale riduzione dei salari e/o l’aumento della disoccupazione potrebbe avvitare ulteriormente l’economia in una spirale di recessione e ulteriore deflazione. Insomma, un disastro.
(LaVoce.info )
Morale: Entro Natale compratevi il Wii, da Capodanno cominciate a preoccuparvi.
Salvagenti
di Luigi Zingales
Il titolo Citigroup ha festeggiato con un rialzo del 58% il piano di salvataggio del Governo Usa, ma i contribuenti americani non hanno nulla di cui rallegrarsi. Il conto del piano Paulson continua ad allungarsi: il Governo non solo inietta altri 20 miliardi di dollari di capitale (dopo i 25 già versati), ma si sobbarca un costo di almeno altri 60 miliardi per le garanzie sugli asset a rischio.
Lo Stato Usa, infatti, assume su di sé il 90% delle perdite al di sopra di 29 miliardi di dollari su 306 miliardi di prestiti di Citi.
Ma più ancora che il costo in maggiori imposte future, il danno per i contribuenti americani (e anche per gli investitori di tutto il mondo) è che con il suo comportamento il Governo di Washington ha minato le regole fondamentali del capitalismo e trasformato la Borsa in una ricevitoria di scommesse sulle azioni del Governo. Ha minato le regole perché ha deciso i salvataggi non i base a criteri di merito, ma nell'ipotesi più generosa a caso, e in quella più maligna sulla base delle simpatie personali. E ha trasformato la Borsa in una casa da gioco perché qualsiasi analisi fondamentale sui titoli viene stravolta dalle azioni di un Governo che cambia le sue decisioni una volta alla settimana. Non conta chi ha gestito il suo patrimonio in maniera oculata. Chi è stato prudente. Chi non ha assunto rischi in modo eccessivo. Conta chi è nei favori del potere politico.
Una delle funzioni essenziali della Borsa è quella di raccogliere informazioni per indirizzare in modo opportuno l'allocazione di risorse. Con i suoi continui ed erratici interventi il Governo americano ha distrutto questo funzione. Oggi a Wall Street si scommette solo su cosa farà Henry Paulson durante il weekend.
Molti scriveranno che il salvataggio era doloroso ma inevitabile. Che senza un intervento statale sarebbe stato il caos. Ma mentono, per ignoranza o per complicità. Negli Stati Uniti esiste una procedura molto chiara per rilevare le banche in crisi. Quando un istituto viene dichiarato insolvente, non viene necessariamente liquidato: la Federal deposit insurance corporation (Fdic) ne assume il controllo e la gestisce per recuperare il massimo possibile per i creditori. Può vendere le attività a pezzi o ristrutturare l'intera banca e riprivatizzarla. In questa procedura i depositanti vengono pagati in toto (grazie alla garanzia del Governo), mentre gli altri creditori no. Dipende dal valore di realizzo dell'attivo. Questa procedura ha sempre funzionato ottimamente in tutti i casi fin qui sperimentati e i depositanti, perfettamente tutelati, non hanno perduto accesso ai loro risparmi neppure per un giorno (la mia fiducia nell'Fdic è anche dimostrata dal fatto che, pur sospettandone il collasso imminente, non ho spostato il mio conto corrente da Citigroup).
Ma se il Governo avrebbe comunque assunto il controllo di Citigroup, qual è la differenza tra quello che sarebbe stato auspicabile e il piano di Paulson? 1.140 miliardi di dollari. Questa è infatti la somma del debito e delle altre passività diverse dai depositi. Salvando Citigroup il Governo ha di fatto garantito questi 1.140 miliardi, di cui altrimenti i creditori avrebbero recuperato solo una frazione. Nel caso di Lehman i creditori hanno ricevuto solo 7 cents per ogni dollaro di valore nominale del titolo. Se così fosse stato anche per Citigroup, si tratta di un trasferimento di mille miliardi dai contribuenti americani ai vari creditori della banca. Perché? Il dubbio diventa ancora più atroce di fronte al fallimento di Lehman e al rifiuto del Congresso (almeno per il momento) a salvare General Motors. Perché Citigroup sì e Gm no?
Già dopo il salvataggio di Aig avevo dichiarato la fine del modello americano di capitalismo. Un modello basato sul merito e la responsabilità. Purtroppo avevo ragione. Il sistema americano sta sempre più scivolando verso l'assistenzialismo e la discrezionalità politica.
(IlSole24Ore)
Autocritica
"Abbiamo il più elevato debito, che è il 106 per cento del Pil. E' un
miracolo negativo dei governi precedenti che hanno scelto la strada del
consenso"
(Silvio Berlusconi )
Nervi a fior di pelle
"Che si consideri un crocifisso offensivo in occidente è sintomo di
amnesia e necrosi culturale. E in Spagna questo impulso autodistruttivo assume
espressioni violente".
(Osservatore Romano)
Certo che la Chiesa non è proprio abituata a prendere schiaffoni, è a suo agio solo se li dà.
lunedì 24 novembre 2008
La colonna infame
I quattro sarebbero:
Alessandro Bruschi, 20 anni, barista;
Matteo Pagliarani, 19 anni, impiegato in un laboratorio di analisi;
Enrico Giovanardi, 19 anni, elettricista
Fabio Volanti, 20 anni, studente.
Gli idioti che si divertono un mondo ad incendiare barboni.
"Si conoscevano tutti, possiamo definirli una banda, e al telefono tra loro commentavano con soddisfazione sia il risultato del loro gesto sia la risonanza ottenuta"
(il capo della mobile Nicola Vitali )
Tutti gli uomini del presidente.
Il Popolo della Libertà, prima ancora di vincere le elezioni, offre opportunità di lavoro in Abruzzo. Con uno spot elettorale che finisce sul sito del candidato e su YouTube. Per poi pentirsi dopo un paio d'ore e ritirare in gran fretta il tutto. "E' stato solo un errore materiale", dicono dallo staff del candidato del Pdl Gianni Chiodi. Un "errore" nel quale si diceva che tutti i giovani che si sarebbero presentati con un curriculum presso i comitati, o i gazebo, sarebbero stati chiamati, entro due mesi, per colloquio, "selezione" e "avviamento all'imprenditorialità". Ma il colloquio per entrare inquesto "generatore di sviluppo economico" avverrà solo a fine gennaio. Dunque dopo le elezioni regionali. Dopo che Gianni Chiodi, candidato presidente alla Regione, voluto da Silvio Berlusconi, sarà stato - eventualmente - eletto.
(Repubblica)
La spiegazione: "Abbiamo sbagliato DVD"
Grande Paola Concia!!
Le chiedevo ogni volta di aspettare. Di avere pazienza. Fino a ieri, quando mi ha annunciato di avere mandato una lettera in cui si dimette dalla Direzione del PD. Non l’ho trattenuta. Ieri non avevo argomenti. Sarebbe troppo facile per me interrogarmi su un Partito che trattiene la Binetti e fa scappare la Tinagli.
Mi basterebbe un solo gesto di coraggio: che i miei amici del Pd ammettessero che oggi non c’è posto per Irene Tinagli, che ripassi più in là, oggi ci dobbiamo occupare di Villari, capirà.
(Paola Concia)
Voltaire, beccati questa!
"Caro Senatore Pera, in questi giorni ho potuto leggere il Suo nuovo libro Perché dobbiamo dirci cristiani. Era per me una lettura affascinante. Con una conoscenza stupenda delle fonti e con una logica cogente Ella analizza l'essenza del liberalismo a partire dai suoi fondamenti, mostrando che all'essenza del liberalismo appartiene il suo radicamento nell'immagine cristiana di Dio"
(BXVI - Lettera a Marcello Pera)
Tutta colpa di Grozio e del suo giusnaturalismo frainteso nel senso del diritto di Natura (leggasi Dio).
Dice bene formamentis:
"Se voi vi state chiedendo perché i liberali fatichino così tanto ad essere libertari [emancipandosi così dalla religione, aggiungo io] è perché non possono fare a meno di essere un po' giusnaturalisti, infatti fra chi si appella alla Natura e chi si appella a Dio il passo è breve."


