
Era il 1988. Nicole El Karoui, matematica, insegnava all'École normale supérieure di Fontenay, vicino a Parigi. Ma quel prestigioso istituto venne trasferito a Lione. E lei, che aveva 44 anni all'epoca, cinque figli e un marito antropologo, pure lui nell'università, non voleva spostarsi. Fortunatamente trovò un posto all'ateneo Paris VI (Marie-et-Pierre-Curie), ma con la possibilità di prendere prima un semestre sabbatico. Lo trascorse in un istituto finanziario, la Compagnie Bancarie. «Fu una casualità. A quei tempi ero una matematica pura e dura. Uno dei primi giorni andai a cercare in un dizionario il significato della parola obbligazione: non sapevo cosa fosse».
Così inizia l'articolo che IlSole24Ore dedica a Nicole El Karoui, la matematica le cui teorie sono alla base del tracollo finanziario americano e mondiale. Per il resto dell'articolo cliccate qui.
domenica 26 ottobre 2008
La matematica della crisi.
venerdì 12 settembre 2008
Geni italiani.
Chi conosce quest'uomo? Forse nessuno. Si chiama Giovanni Amelino-Camelia, 42 anni, nato a Napoli il 14 dicembre del 1965. Laureato all'Università Federico II di Napoli in fisica, si trasferisce nel 1990 a Boston e lì, presso il prestigioso Massachussets Institute of Tecnology, consegue il Ph. D. Torna in Italia e dal 2000 è ricercatore presso l'Univesrità di Roma, La Sapienza.E' uno dei principali teorici viventi della teoria della geometria non commutativa (non chiedetemi cosa sia che non lo so, ma pare sia una teoria che aspira a trovare una sintesi tra la meccanica quantistica e la relatività di einstein).
Nel 2008, la rivista scientifica americana Discover Magazine, l'ha inserite in un elenco di sei fisici che nei prossimi anni potrebbero rivoluzionare la scienza come Einstein nel secolo scorso. Gli altri dell'elenco sono 1) Garrett Lisi della Ucla University; 2) Stephen Hawking, vabbè lo conosciamo tutti; 3) Mordehai Milgrom, del Weizmann Institute di Israele; 4) Fotini Markopoulou-Kalamara, il più giovane, 36 anni, del Perimeter Institute for Theoretical Physics in Canada, creatore della teoria della gravità quantica circolare; 5)Ed Witten, 56 anni, dell'Institute for Advanced Study del New Jersey. Creatore della teoria delle stringhe. Per la sua sovrannaturale intelligenza, porta molti colleghi a scherzare chiamandolo...l'alieno.
martedì 22 aprile 2008
Pazzi per Godel!
«Nel 1930 un ragazzo sui ventitré anni dimostrò un teorema di logica matematica. È consegnato al mondo col nome di Teorema di Incompletezza dell’Aritmetica, e la sua prova è una delle più incredibili sequenze argomentative nella storia del pensiero umano. Il ragazzo era uno sconosciuto di nome Kurt Gödel, e il libro che avete fra le mani è una guida al suo Teorema.» «Il Teorema di Gödel è stato preso come icona della cultura contemporanea: una cultura, si ritiene, governata da cose come il relativismo, il postmodernismo, il tramonto delle verità incontrovertibili, dell’oggettività.
Eppure la prova di Gödel è un risultato piuttosto tecnico. Nel 1931 (e per molti anni a seguire) costituì qualcosa di così innovativo che molti grandi logici, filosofi e matematici del tempo, da Rudolf Carnap allo stesso Russell, faticarono a capire di che si trattasse esattamente. Tutti erano d’accordo sul fatto che il risultato gödeliano fosse qualcosa di grande. Una volta Einstein confidò di essere andato a Princeton solo per avere il privilegio di camminare insieme a Gödel sulla via di casa. In questo libro, oltre a spiegare che cos’è il Teorema di Incompletezza, vorrei dire qualcosa sul fenomeno extramatematico che ha prodotto. Vorrei, se non rispondere, almeno mettere voi nella condizione di rispondere alla domanda: perché siamo tutti pazzi per Gödel?»
Recensione - Il Sole - 24 ore
Recensione - la Repubblica.it
lunedì 14 aprile 2008
Messaggio promozionale
Due libri che amici, mi hanno consigliato.
Ian Stewart
Come tagliare una torta e altri rompicapi matematici.
Giorgio Ruffolo
Il capitalismo ha i secoli contati
martedì 8 aprile 2008
Per i più abili
Ad alcuni sembrerà paradossale, ad altri una speculazione accademica. A noi pare solo la verità figlia di una legge un po’ bislacca. Al Senato della Repubblica votare il PD può danneggiare il PD stesso. Assurdo? Continuate a leggere.
In base ai sondaggi effettuati nel periodo di Pasqua in Lombardia i partiti avevano le seguenti percentuali di voto:
- PDL+Lega 53,14%;
- PD+IDV 28,4%;
- Sinistra Arcobaleno 7,65%;
- UDC 5,24%.
Il premio di maggioranza viene assegnato al partito che prende più voti su base regionale e i senatori che la Lombardia esprime (47 in tutto) sono distribuiti in modo proporzionale tra i “voti validi” ovvero quelli dati ai partiti che hanno superato la soglia dell’8%.
Supponiamo però che, in seguito al nostro appello J, 22.000 (neanche poi troppi) lombardi decidano di votare al Senato invece che il PD la Sinistra Arcobaleno (SA). Cosa accade in questo caso?
Al PDL+Lega nulla: rimane stabile 53,14%. Il PD+IDV riduce la sua quota al 28,02%.
La SA “strappa” l’8.02% dei voti che le consente di superare la soglia di sbarramento dell’8%.
In questo caso i voti validi su cui ripartire i senatori non sono più solo quelli del PD+IDV e del PDL+Lega ma anche l’8,02% degli elettori della SA.
Pertanto il PDL+Lega otterrà un numero di senatori proporzionale a 53,14/(53,14 + 28,02 + 8,02)= 59,58%; il PD+IDV pari a 28,02/(53,14 + 28,02 + 8,02)= 31,42%%; la SA senatori per 8,02/(59,58 + 28,02 + 8,02)= 9%.
Il PDL+Lega vicerà così 28 senatori, il PD+IDV 15 e la SA 4.
Con lo spostamento dei voti dal PD alla Sinistra Arcobaleno, pertanto, la SA manda a Roma 4 senatori 3 dei quali vengono “rubati” al PDL+IDV e solo 1 al PD. Contrariamente a quanto si pensi, pertanto, votare SA al Senato in Lombardia, in luogo del PD, può aiutare a far perdere il PDL.
(Libera-mente)
venerdì 13 luglio 2007
1+1=2
visto che ci sono vi dimostro una cosa fondamentale e cioè che
vediamo perchè:
semplice no?
per essere precisi mancherebbe un passaggio e cioè dimostrare l'ultima uguaglianza: la proprietà
ma lo lascio per esercizio hahahahahaha
La formula matematica più bella
Contrariamente a quello che si pensa anche nel mondo della matematica esiste il concetto di estetica.
se è vero che
"ad ogni problema complesso è associata una bella, elegante, semplice soluzione sbagliata"
è anche vero che formule matematiche "belle" sono spesse esatte. Vi presento quindi Miss Formula Matematica la formula unanimemente riconosciuta dai matematici come la più bella.
La Bellucci delle identità matematiche:
Attribuita a Leonhard Euler (per noi italiani Eulero).
La bellezza risiede nel fatto che contiene tutti i numeri "storici" della matematica. Magari un giorno provo a spiegarla... è meno complicata di quanto sembra.
Per chi ha dimestichezza con i fasori la relazione è banale.

