«Alcuni ragazzi erano dispiaciuti perché ai convegni non avevano mai una loro canzone da cantare» (l’autrice Loriana Lana)
A breve anche in versione suoneria per cellulari.
(Blog Laicista e... Farabutto)
«Alcuni ragazzi erano dispiaciuti perché ai convegni non avevano mai una loro canzone da cantare» (l’autrice Loriana Lana)
A breve anche in versione suoneria per cellulari.
Commerciali, no?
"E poi sanno fare quelle cose che gli inglesi chiamano “anthems”, inni. Ovvero quelle canzoni che si cantano in coro a squarciagola come se si andasse a conquistare il mondo, su un ritmo quasi militare di batteria, e che in concerto funzionano straordinariamente, anche nelle date italiane di questi giorni. Tutti a sollevare le braccia e a cantare contenti. Di buonumore."
(Wittgenstein)
di Marianna Rizzini
Perché andare al concerto di Bjork, domani sera?
Perché è una principessa dei ghiacci vestita da strega scanzonata.
Perché si trucca disegnandosi in faccia macchie avanguardiste.
Perché ama il buio ma cambia ogni giorno colore dei capelli.
Perché non ha paura di chiamare musica il fischio del vento (e cos’altro, se non il fischio del vento, riproducono gli archi striduli dei suoi dischi?).
Perché sa trasformare in armonia quello che all’inizio sembra un grido di dolore.
Perché ride con gli occhi e rende allegra l’idea di vivere lassù in Islanda.
Perché va in Cina e si fa bandire per aver urlato “Tibet libero”.
Perché è riuscita a dire in faccia al granitico regista Lars Von Trier: “Sei un dittatore”, e però poi ci ha fatto pace.
Perché ha amato a tal punto il marito video-artista da sopportare di recitare con lui in un terribile film sulle balene antropomorfe.
Perché sa stancarsi dei clamori del mondo e nascondersi nel bosco come un folletto per ascoltare quello che chiama “il rumore del ghiaccio che si assesta”.
Perché la sua musica è incantabile e imballabile e però, non si sa come, alla fine è molto più di un ballo o di un canto.
(Il Foglio)
Stamattina mi sono svegliato canticchiando il brano qui di seguito .... a me, però, venivano fuori solo dei rutti.
Che poi la storia della vocalist,di cui si sa pochissimo, è molto particolare, cliccate qui e poi qui.
Non li conoscevo. I Weezer, con un video sui fenomeni di Youtube, reclutati apposta per fare da sfondo alla loro canzone.
Carino.
ps
Sono diventati un fenomeno di youtube.
È bello riconoscere la voce di Madonna, nel suo nuovo disco Hard candy. Come dice lei, le sue imitatrici hanno un limite: non sono Madonna.
Ma la familiarità immediata è anche un inganno, un ostacolo al constatare che il suo nuovo disco Hard candy non è un disco di Madonna, come molti che lo hanno preceduto. I dischi di Madonna sono quelli che introducevano suoni e andamenti pop nuovi e ricercati nella classifiche di tutto il mondo, sbaragliando il campo delle comparse del genere. Lei stava un passo dietro ai rivoluzionari e due avanti ai conformisti. Hard candy, invece, ha dentro gli arrangiamenti ricchi e colossali dei più barocchi produttori hip-hop americani (ma non i geni innovativi con cui aveva lavorato altre volte), e ha la voce di Madonna. Ma non ha quella roba là, non è un disco di Madonna.
E però il discorso si può ribaltare: lei compie cinquant'anni, e malgrado la pretesa di essere la bomba del sesso di sempre - attraverso copertine, testi, e servizi fotografici - non suoni più convincentissima, e malgrado lacci, cuoi e stiletti abbiano un po' stufato, è anche vero che non puoi essere tutta la vita più avanti di te stessa. Arriva un momento in cui rimani un po' indietro, e allora costruisci tutto alla perfezione, e cerchi di fare Madonna. Chiami i professionisti, la ributti sul sesso. Ti viene comunque una cosa senza una sbavatura, piena di suoni e ritmi, che si balleranno tutta l'estate e rimbalzeranno nelle radio. Soprattutto in America, dove non si annoiano mai di queste cose. Un disco divertente, se hai modo di sentirlo a volume alto e con i finestrini aperti: ritmi dove un tempo c'erano delle melodie, ha scritto il Times. E un paio di canzoni che le puoi ancora canticchiare. Ma alla fine dell'estate il mondo starà già occupandosi d'altro, e per la prossima volta - col nuovo contratto discografico - sarà meglio cominciare a farsi venire qualche idea.
(Luca Sofri)
Bjork urla la verità e poi ascolta "il rumore del ghiaccio che si assesta"
Marianna Rizzini
C’era una volta una piccola principessa dei ghiacci che nell’arco di una sola notte si è trasformata in una strega cattiva. Ma a lei adesso piace, questa metamorfosi, perché adora le favole nere, i boschi scuri, le notti fredde senza stelle. Lei è Bjork, la cantante islandese che ha la voce di un violino e l’acuto di un grido di dolore, la ragazzaccia con i capelli neri spettinati che si veste come un quadro di post-avanguardia e si trucca come un pagliaccio pazzo. Lei è Bjork e da oggi, in Cina, molti suoi ex fan scrivono sui blog: brutta strega potevi startene a casa.
Perché lei l’altra sera a Shangai ha cantato la canzone “Declare Independence” e alla fine ha detto: “Solleva la tua bandiera, Tibet”, e non gliene importa nulla, ora, se i funzionari cinesi la vogliono bandire per sempre. Perché Bjork a Shangai ha rifatto quello che fa da quando, bambina, diceva agli hippie della comune dove viveva con i suoi genitori: “Ma quand’è che vi mettete a fare qualcosa?”. Perché Bjork, da allora, dice la verità, a tutti, la sgradevole verità con la sua voce e i suoi archi di sottofondo e i battiti del suo sound techno-industrial-pop-punk-funk, e se ne va in giro con vestaglie improbabili e fa dischi strani ma belli e poi ne fa anche uno insentibile con il compagno artista Matthew Barney e recita con lui in un film troppo lungo su una balena dilaniata, ma se la critica ci sputa sopra non gliene importa niente.
Dire la verità. Come quando Bjork ha mandato a quel paese il regista Lars Von Trier che “faceva il dittatore” sul set di “Dancer in the dark”, e poi ha vinto una Palma d’oro da attrice esordiente e con Lars ha fatto pace, ma intanto tutto il mondo dello spettacolo in cuor suo ridacchiava: meno male che gliel’ha detto Bjork, a Von Trier, che è insopportabile. E allora che cosa vuoi che conti, per lei, diventare una strega per aver inneggiato al Tibet libero.
L’aveva già fatto qualche mese fa in Giappone, parlando della futura indipendenza del Kosovo, e subito la Serbia aveva cancellato l’invito per un concerto. Ma tanto Bjork, se non la invitano più, è pure contenta, sotto sotto, perché le piace stare sola e non vede l’ora di rinchiudersi nella sua casetta su una montagna per poter sentire, come dice lei, “il rumore del ghiaccio che si assesta”.
(Il Foglio)

io che odio il jazz.. che non lo capisco....
che da onnivoro musicale non distinguo la "shakira" dalla "bionsè" (vedi ultimo video)
mi sono innamorato del primo album di Amalia Gre' (che ho scoperto essere nativa di Miggiano!)
una voce stranissima tutta urletti e sfumature... sembra che ti prende in giro con i suoi acuti...
Genere Jazz/Pop.
ascoltate "Io cammino di notte da sola" del primo album ci sono due modi per giudicarla: