sabato 2 agosto 2008

Oche giulive


di Marco Travaglio
Quando Il Giornale era una cosa seria, cioè quando lo dirigeva Montanelli, vi era severamente vietato criticare la Rai per evitare che qualcuno potesse pensare che la critica era un favore all’editore Berlusconi, proprietario della Fininvest. Me lo raccontò Giovanni Arpino. Poi, nei primi anni 90, perché fosse ancor più chiaro chi comandava al Giornale tra lui e l’editore, il vecchio Indro ingaggiò come critico televisivo Sergio Saviane, che non perdeva occasione di spernacchiare il Berlusca e il suo mondo. Sono trascorsi appena 15 anni, ma non sono stati vani: siamo nell’èra dei servi felici, abbiamo abolito il pudore e perduto il senso della vergogna. Basta leggere, sul fu Giornale, le cronache al seguito del Cavalier Padrone. Passa il lodo Alfano, titolo a tutta prima pagina: “Sia lodo, fine della guerra”. Segue commento non firmato, dunque attribuibile al direttore, Mario Appelius Giordano: “La bella estate di Silvio”. Fior da fiore: “Adesso non ci sono più nuvole. Le foto di Villa Certosa immortalano un momento di serenità privata: per il compleanno della moglie Veronica, Berlusconi ha radunato tutta la famiglia in Sardegna. Ci sono i figli, i nipotini, i giochi, le gite in barca, piccoli scampoli di ordinario lusso e straordinaria felicità… Quest’immagine di serenità privata diventa segno e simbolo della serenità politica… Napoli è stata ripulita dai rifiuti… la Finanziaria sta per essere approvata… l’immunità per le alte cariche, come ciliegina sulla torta (di compleanno) mette finalmente il governo al riparo dall’assalto giustizialista… Ronaldinho al Milan? Toh, è arrivato pure quello. E allora, mano nella mano con Veronica, non resta che gustarsi un po’ di relax come si conviene. E’ la bella estate di Silvio, non c’è niente da fare… La sinistra allo sbando deve rassegnarsi: nel centrodestra non è più tempo di Casini (battuta, ndr). Questo è il tempo della fedeltà e della serenità, come testimoniano le foto con Veronica e la pace con Bossi…”.


Era dai tempi dei dispacci della Stefani sulle virili vacanze del Duce e donna Rachele a Rocca delle Caminate, che non si leggeva niente del genere. Un’intera pagina fotografica gentilmente offerta da “Chi” (altro house organ della ditta) ritrae il ducetto “rilassato e innamorato” con le sue “tinte turchesi” nella “nuova Camp David” di Villa Certosa, là dove solo un anno fa pascolavano sulle sue ginocchia cinque prosperose ragazze, subito trasformate in altrettante “attiviste di Forza Italia” impegnate in un simposio di alta politica. Quest’anno invece la Veronica ha piantato le tende alle costole dell’esuberante consorte e non lo molla un istante (le ampie maniche delle rispettive camicie nascondono le manette ai polsi dei due coniugi). Nemmeno quando lui tenta la fuga a Portofino, in una delle tante ville. Anche qui, stuolo di fotografi al seguito e cronista da riporto del Giornale: un tale Vincenzo La Manna, che dev’essere giovanissimo, ma ha già capito come gira il mondo. Il suo paginone di lunedì sul Giornale, dal sobrio titolo “Love in Portofino”, è un piccolo capolavoro: “In camicia blu scuro e pantaloni abbinati, Berlusconi si presenta poco dopo le 9 di sera, sorridente, al centro della splendida località marina. E con la mano sempre intrecciata a quella della moglie, raggiunge il porticciolo. Per dirigersi, guardato a vista dalle guardie del corpo in tenuta estiva (ecco: niente plaid, cuffie di lana, pelli di foca o cose del genere, ndr) verso lo yacht ‘Besame’ di Marina”. Da non confondere con lo yacht “Suegno”, che invece è di Piersilvio detto Dudi. Segue cena in uno “storico ristorante”, allietato dalle note di “Carlo, detto il Chitarrino”: un Apicella locale. “Alla famiglia Berlusconi si aggregano il giornalista Guido Bagatta e la compagna”, per elevare ulteriormente il livello della conversazione. “Moscardini fritti e spiedini alla griglia, un tocco d’insalata russa”, e poi “branzino bollito” in onore di Bondi. Infine “orata al forno con olive nere e sorbetto shakerato alle fragole”. Poi “via in discoteca per alcune ore”.

L’indomani, sempre pedinato dal solerte La Manna, il Cainano “riceve in giardino la visita di Marina e Piersilvio, che lasciano per un po’ i loro yacht attraccati in rada”. Si spera, non incustoditi. Sarà così, minaccia il cronista, per tutta l’estate “e poco importa se il settimanale ‘Chi’ riesce a immortalare i suoi momenti di svago e intimità”. Ecco: Lui, sempre così ritroso, non ama finire sui giornali, ma quei comunisti molesti di “Chi” lo immortalano lo stesso. E Lui, da vero liberale, continua a stipendiarli.
Torna in mente quel che scrisse Montanelli, sulla Voce, il 26 novembre ’94: “Dobbiamo prepararci a presentare le nostre scuse a Emilio Fede. L’abbiamo sempre dipinto come un leccapiedi, anzi come l’archetipo di questa giullaresca fauna, con l’aggravante del gaudio. Spesso i leccapiedi, dopo aver leccato, e quando il padrone non li vede, fanno la faccia schifata e diventano malmostosi. Fede, no. Assolta la bisogna, ne sorride e se ne estasia, da oco giulivo. Ma temo che di qui a un po’ dovremo ricrederci sul suo conto, rimpiangere i suoi interventi e additarli a modello di obiettività e di moderazione… Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione. (...) Il risultato è scontato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di ricorso a leggi speciali, calerà su questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti”.
(l'Unità)

martedì 29 luglio 2008

I soliti comunisti di Strasburgo


"Le misure attuate in Italia non tengono conto dei diritti umani e dei principi umanitari e potrebbero fomentare altri episodi xenofobi".

«L'approvazione, diretta o indiretta, di questi atti da parte di certe forze politiche, singoli politici e da parte di alcuni organi di informazione è particolarmente preoccupante»

( Thomas Hammarberg -Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa)




Un piccolo errore

La Lega per fare un dispetto agli immigrati (ma si può essere così scemi?) mette a rischio 800 mila assegni sociali.
Mica quelle dei dirigenti eh... mi sbagliano proprio sugli assegni sociali.

Ma Tremonti era Robin Hood o lo Sceriffo di Sherwood?

ROMA
- Casalinghe, anziani poveri, suore e frati: tra di loro ci sono quasi ottocentomila cittadini che rischiano di perdere la pensione sociale. L'assegno di assistenza (fino a 400 euro) che l'Inps eroga a chi ha un basso reddito è stato cancellato da un emendamento al decreto che contiene la manovra e se non ci saranno interventi correttivi salterà dal primo gennaio del 2009.
(La Repubblica)

Scusi, un informazione

"Scusi, un informazione. Mi sa dire dov'è via Almirante?"

"Guardi non saprei, provi a chiedere ai bersaglieri che trova al prossimo incrocio. Vede quel cingolato in piazza? Chieda lì.
Oppure più avanti in Piazza di Spagna chieda per la trincea dei Tuscania. Penso sia in Via Condotti. Lì le sapranno dire."


domenica 27 luglio 2008

Angelo Panebianco


Quei cattivoni della Sinistra, con la loro doppia morale, lo fanno sentire inferiore. E lo chiamano "sedicente" liberale, poverino.
Ci rimane male...

La volete smettere???

Comunque Panebianco e quasi tutti gli editorialisti del Corriere pare che abbiano trovato conforto nella maggioranza di Centro(?)Destra che almeno ne ha solo una... di amoralità.

Gentile Presidente

di Marco Travaglio
Gentile Presidente del Senato, avv. sen. Renato Schifani, chi Le scrive è un modesto giornalista che ha avuto la ventura di occuparsi talvolta di Lei per motivi professionali. L’ultima - forse lo ricorderà - fu nel mese di maggio, quando Lei ascese alla seconda carica dello Stato e io pubblicai una sua breve biografia sull’Unità e nel libro “Se li conosci li eviti” (scritto con Peter Gomez) che poi presentai su Rai3 a “Che tempo che fa”. Anzitutto mi consenta di congratularmi con Lei per la Sua recentissima invulnerabilità penale, in virtù del Lodo Alfano, figlio legittimo del Lodo Schifani già dichiarato incostituzionale dalla Consulta nel 2004 e prontamente replicato in questa legislatura, anche grazie alla fulminante solerzia con cui Lei l’ha messo all’ordine del giorno di Palazzo Madama. E’ davvero consolante, per un cittadino comune, apprendere che da un paio di giorni l’articolo 3 della Costituzione è sospeso con legge ordinaria approvata in 25 giorni, e che dall’altroieri esistono quattro cittadini più uguali degli altri dinanzi alla legge, come i maiali della “Fattoria degli animali” di George Orwell. Il fatto poi che Lei faccia parte del quartetto degli auto-immuni è per tutti noi motivo di ulteriore soddisfazione.

Si dà il caso, però, che Lei mi abbia recentemente fatto recapitare in busta verde, da ben tre avvocati (uno dei quali pare sia un Suo socio di studio), un atto di citazione presso il Tribunale civile di Torino affinchè io vi compaia per essere condannato a risarcirLa dei presunti danni, patrimoniali e non, da Lei patiti a causa del mio articolo sull’Unità e della mia partecipazione al programma di Fabio Fazio. Danni che Lei ha voluto gentilmente quantificare in appena 1,3 milioni di euro. A carico mio, s’intende. Tutto ruota, lo ricorderà, intorno al fatto che avevo osato ricordare come Lei, alla fine degli anni 70, fosse socio nella Sicula Broker di due personaggi poi condannati e arrestati per mafia, Benny D’Agostino e Nino Mandalà; e che negli anni 90 Lei abbia prestato una consulenza in materia urbanistica per il Comune di Villabate, poi sciolto due volte per mafia in quanto ritenuto nelle mani dello stesso boss Mandalà. Circostanze che Lei non ha potuto negare neppure nel suo fantasioso e spiritoso atto di citazione (ho molto apprezzato i passaggi nei quali Lei fa rientrare quei fatti nell’ambito dei “commenti sulla vita privata delle persone”; e mi rimprovera di non aver rammentato come Lei sia stato socio non solo di persone poi risultate mafiose, ma anche di altri “noti imprenditori mai coinvolti in episodi giudiziari”, e come Lei abbia prestato consulenze non solo per comuni poi sciolti per mafia, ma anche per altri enti locali mai sciolti per mafia).

Ora, sul merito della controversia, decideranno i giudici. Ma non Le sfuggirà la sproporzione delle forze in campo, sulla bilancia della Giustizia, fra la seconda carica dello Stato e un umile cronista: i giudici, già abbondantemente vilipesi e intimiditi negli ultimi anni da Lei e dai Suoi sodali, sapranno che dar torto a Lei significa dar torto al secondo politico più importante del Paese, mentre dar torto a me è davvero poca cosa. E’ questo oggettivo squilibro che, in tempi e in paesi normali, consiglia a chi ricopre importanti cariche pubbliche di spogliarsi delle proprie liti private, per dedicarsi in esclusiva agli interessi di tutti i cittadini. Lei invece non solo non si è spogliato delle Sue liti private, ma ne ha addirittura ingaggiata una nuova (con me) dopo aver assunto la presidenza del Senato. Ora però quello squilibrio diventa davvero abissale in conseguenza della Sua sopraggiunta invulnerabilità. In pratica, se io volessi querelarLa per le infamanti accuse che Lei mi muove nel Suo atto di citazione, non avrei alcuna speranza di ottenere giustizia in tempi ragionevoli, perché il Lodo Alfano La mette al riparo da qualunque conseguenza penale delle Sue parole e azioni, imponendo la sospensione degli eventuali processi a Suo carico. Lei può dire e fare ciò che vuole, e io no. Riconoscerà che, dal mio punto di vista, la situazione è quantomai inquietante.

Ma c’è di più e di peggio. L’anno scorso l’ex presidente del consiglio comunale di Villabate, Francesco Campanella, indagato per mafia a causa dei suoi rapporti con la cosca Mandalà e con Bernardo Provenzano, ha raccontato ai giudici antimafia di Palermo che il nuovo piano regolatore di Villabate era stato addirittura “concordato” da lei e dal senatore La Loggia con il solito Mandalà. Lei e La Loggia annunciaste subito querela. E da allora i magistrati antimafia stanno verificando se Campanella si sia inventato tutto o magari dica la verità. Io Le auguro e mi auguro, visto che Lei ora rappresenta l’Italia ai massimi livelli, che prevalga la prima ipotesi. Ma, nella malaugurata evenienza che prevalesse la seconda, il Lodo Alfano impedirebbe alla magistratura di processarLa, almeno per i prossimi cinque anni, finchè terminerà la legislatura e, con essa, svanirà il Suo preziosissimo scudo spaziale. Converrà con me, Signor Presidente, che nella causa civile che Lei mi ha intentato la conclusione di quelle indagini sarebbe comunque decisiva per valutare la mia posizione: sia che le accuse di Campanella trovino conferma, sia che trovino smentita, sarebbe difficile sostenere che io non abbia esercitato il mio diritto-dovere di cronaca, segnalando ai cittadini una vicenda di così bruciante attualità e interesse pubblico. Detta in altri termini: non vorrei che la causa civile da Lei intentatami si concludesse prima delle indagini sul caso Campanella-Villabate, magari in conseguenza del blocco di quel procedimento per via del Lodo Alfano. Essere condannato a versarle 1 milione o anche 1 euro, e poi scoprire a cose fatte di aver avuto ragione, sarebbe per me estremamente seccante.

L’altro giorno, con nobile gesto, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha rinunciato preventivamente al Lodo, dando il via libera al processo che lo vede imputato per diffamazione ai danni del pm Henry John Woodcock. Mi rivolgo dunque a Lei, e alla prima carica dello Stato che quel Lodo ha così rapidamente promulgato, affinchè rassicuriate noi cittadini su un punto fondamentale: o ritirate le vostre denunce penali e civili finchè sarete protetti dallo scudo spaziale, oppure rinunciate preventivamente al Lodo in ogni eventuale processo che potesse eventualmente influenzare, direttamente o indirettamente, l’esito di quelle cause. In attesa di un Suo cortese riscontro, porgo i miei più deferenti saluti.

(l'Unità, 26 luglio 2008)

sabato 26 luglio 2008

Precarietà


Il Governo pensa a tutti (purtroppo). Credevate che si era dimenticati di voi/noi precari? Ecco qui:

ROMA - La condizione di precario del lavoro, potrebbe diventare ancora più dura, in alcuni casi eterna. Secondo fonti dell'agenzia Agi, nella manovra economica al vaglio del Senato, sarebbe stato inserito un emendamento per impedire al giudice la possibilità di obbligare un datore di lavoro a stabilizzare un dipendente irregolare. La norma, approvata dalla Commissione Bilancio della Camera e recepita nel maxiemendamento, si applicherà anche ai contenziosi in corso.
[..]
Il datore di lavoro potrà effettuare una serie pressoché infinita di contratti a termine rischiando al massimo una sanzione di importo pari a sei mensilità. Il lavoratore, in caso di irregolarità della causale di utilizzo del contratto a termine, potrà essere indennizzato, ma non riammesso nel suo impiego.
(La Repubblica)

Un sentito grazie, a nome di tutti i precari, al nuovo governo "di sinistra".

Paese che vai

"Non c'è stato bisogno di alcuna causa" ha spiegato l'avvocato Augusto Palese, che ha patrocinato il vedovo gay davanti alle Assicurazioni Generali. "I due si erano uniti civilmente in Francia con il 'patto civile di solidarietà. Ho argomentato che le Generali, presenti in Francia, avrebbero in quel Paese equiparare la vittima dell'incidente al 'marito' del mio assistito. Se ciò era valido per la Compagnia nel paese transalpino doveva esserlo anche in Italia".

Una tesi, ha aggiunto, "che le Generali hanno accolto con disponibilità e una grande attenzione alle nuove sensibilità sociali".
(La Repubblica)

E ora? Chi lo spiega a Buttiglione e a Volontè?

Una domanda

Che cosa succede se la domanda supera l'offerta?

La cartella clinica di Grillo?

di Massimo Giannini
[..]
Vogliamo rassicurare Grillo e i grillisti: il presidente della Repubblica non solo è in ottima salute sul piano fisico e mentale, ma è anche in perfetta forma sul piano politico e istituzionale. I militanti del «vaffa» dovrebbero sapere che Napolitano non è Sarkozy o Bush e che il nostro capo dello Stato non può prevaricare le Camere, senza trasformare la repubblica parlamentare in regime presidenziale. E dovrebbero sapere che il sindacato definitivo sulla costituzionalità delle leggi non spetta al Quirinale, ma compete invece alla Consulta. Non capire tutto questo, e continuare a sparare a casaccio sul Quartier Generale, per certa sinistra barricadera è un errore uguale e contrario a quello che sta compiendo la destra egemone. È un altro modo per snaturare la dialettica democratica, e per alterare il fisiologico bilanciamento dei poteri.
[..]
(La Repubblica)

venerdì 25 luglio 2008

Zitti tutti

di Vania Lucia Gaito

Altro giro, altra corsa. Il Papa vola in Australia e ripropone un copione già recitato negli Stati Uniti. E anche in questo caso, già sull’aereo dà la stura alle dichiarazioni, con i giornalisti lì pronti a raccogliere ogni parola. Argomento? Il solito: i preti pedofili. Novità? Sì, una esternazione di Ratzinger che definirei illuminante: il sacerdozio è incompatibile con la pedofilia.
E i giornalisti lì a scrivere. Tant’è che l’hanno riportata tutti i giornali, questa dichiarazione papale. E nessun giornalista ha detto: "Scusi, sa, ma finora mica era compatibile! Eppure i preti pedofili si sprecano! Per non parlare di quanto sia incompatibile con la legge!". Io me lo sarei aspettato, un commento così. Fossi stata lì, io lo avrei detto. Invece nulla. Forse non è previsto dal protocollo Vaticano far presente al Pontefice che sta dicendo una castroneria.


Per quelli che ne vogliono sapere di più all'argomento pedofilia-preti... cominciate da qui.

Monarchia assoluta

Paolo VI, quando nel 1966 pubblicò l´enciclica Humanae vitae che condannava, tra l´altro, l´uso della pillola, non tenne conto del voto a maggioranza a favore della contraccezione espresso da una commissione cardinalizia da lui istituita. L´episodio viene ricordato, a sorpresa dall´Osservatore Romano, il giornale della S. Sede oggi in edicola, in un editoriale del direttore Giovanni Maria Vian dedicato al quarantesimo anniversario del documento che vide la luce il 25-7-1966.

Un testo, ricorda il giornale, «autentico segno di contraddizione per il suo insegnamento esigente e controcorrente», che suscitò contrasti anche tra i cattolici. E come prova Vian scrive che l´enciclica fu preceduta «dai lavori di una commissione pontificia per lo studio della popolazione, della famiglia e della natalità che nel 1966 concluse a maggioranza e non senza contrasti - e questo è molto meno noto - in favore della contraccezione nel quadro di una paternità responsabile».

Tuttavia, Paolo VI «non si sentì legato a queste conclusioni e per la sua decisione - nota ancora Vian - fu criticato e attaccato». L´Humanae vitae, comunque, per il giornale pontificio fu un testo «profetico, valido ancora oggi», apprezzato anche da Wojtyla e Ratzinger.

Io comincio a preoccuparmi.

«Al fine di potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno - si legge nel comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri - il Cdm ha approvato, su proposta del ministro dell'Interno Roberto Maroni, l'estensione all'intero territorio nazionale della dichiarazione dello stato di emergenza»
(Comunicato del Consiglio dei Ministri)


C'è uno stato estero che ci sta invadendo?
Siamo attaccati da una potenza straniera?
Un attentato terroristico di Al Quaeda?

No. C'è l'invasione delle badanti rumene.

Chiamate i riservisti! la Guardia Nazionale!
Mettete i sacchetti di sabbia a porte e finestre! Siamo sotto attacco!!!

giovedì 24 luglio 2008

Andamento lento

Andamento della produzione lorda da fonte rinnovabile.

Cliccare sull'immagine

Meno male che abbiamo un pò di idroelettrico.

ROMA - L'energia solare raddoppia nel giro di un anno e quella eolica aumenta del 42 per cento, ma non basta. Nella corsa alle rinnovabili l'Italia rimane come un'automobile ferma, troppo lenta rispetto alla velocità degli altri concorrenti. A sfrecciarci accanto sono infatti la rapidità dei cambiamenti climatici, l'incremento dei consumi e anche le performance degli altri paesi europei. Il risultato è che il traguardo del 20 per cento di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020 fissato dall'Unione Europea anziché avvicinarsi si allontana.

Il resto dell'articolo di Repubblica qui.

Cossiga

Un ex presidente dela repubblica che per 10 minuti di fila insulta gratuitamente senza citare nessun fatto, Tizio è puzzone, Caio è un somaro, Sempronio ha l'alito pesante.





Manca solo un rutto o uno scorreggione alla fine.

Un'ideuzza...

Il prezzo del dollaro a livelli stratosferici comincia a dare i primi frutti. Verrebbe quasi da sperare che i prezzi non si abbassino; con i prezzi alti ci si scervella di più a trovare alternative ad una risorsa che, prima o poi, finirà....

LONDRA –
Il costo è alto (50 miliardi di euro) e il progetto ambizioso ma, con il petrolio alle stelle, sembra l’unica prospettiva di una via d’uscita. Un’immensa distesa di pannelli solari nel deserto del Sahara produrrà un giorno abbastanza energia da illuminare tutta l’Europa. Ne è convinto Arnulf Jaeger-Walden dell’Istituto per l’Energia della Commissione Europea: «Basterà catturare lo 0,3% dell’energia solare che scalda il deserto del Sahara per sopperire ai nostri bisogni energetici». Il progetto è stato presentato in questi giorni all’Euroscience Open Forum a Barcellona. Una nuova rete di trasmissione a corrente continua permetterà di portare l’elettricità in posti lontani senza correre il rischio di perdite d’energia. La nuova centrale dovrebbe sorgere in un’area poco più piccola del Galles e mettere a tacere quelli che sostengono che l’energia solare non sarà mai affidabile perché il tempo è imprevedibile.

SÌ DI SARKOZY E BROWN - Il piano ha già ottenuto l’approvazione convinta del presidente francese Nicolas Sarkozy e del premier britannico Gordon Brown. I ricercatori sostengono che i pannelli solari nel Sahara saranno più efficaci perché in quella zona la luce solare è più intensa e, quindi, sarà possibile produrre tre volte più energia che in una centrale simile costruita nel nord Europa. Jaeger-Walden è anche convinto che, oltre al vantaggio ecologico, ci sarà un risparmio per i cittadini. «I consumatori pagheranno meno di quanto facciano ora» ha detto al quotidiano britannico Guardian. L’impegno più oneroso sarà costruire una nuova rete di trasmissione con i Paesi del Mediterraneo perché quella attuale non sarebbe in grado di sostenere la quantità di energia in arrivo dell’Africa del nord. I primi risultati si dovrebbero vedere nel 2050 quando la megacentrale dovrebbe già essere in grado di rendere autonomo un Paese come la Gran Bretagna.

Sono d'accordo

"Il lodo Alfano e' il minimo per una democrazia"
(Silvio Berlusconi)

Proprio il minimo....

Rassegna Stampa

Un pò di titoli apparsi su vari giornali stranieri.

di Pancho Pardi
THE GUARDIAN
I cadaveri di due ragazze rom su una spiaggia in Italia non turbano i bagnanti. L’incidente solleva perplessità sull’atteggiamento nei confronti delle minoranze.
I fatti di Genova:15 colpevoli delle brutalità avvenute durante il G8 non saranno carcerati.
La persecuzione dei Rom è la vergogna d’Europa.
Berlusconi è tornato, più sfacciato che mai.
Silvio Berlusconi rimane un imbarazzo per la democrazia.
Urla “Duce! Duce!” salutano il nuovo sindaco di Roma

THE TIMES
Berlusconi accusato. Il Senato approva legge per “salvarlo dalla prigione”.
Una nuova legge conferisce a Silvio Berlusconi l’immunità dai processi
Silvio Berlusconi fa esplodere la “metastasi” della magistratura italiana
Silvio Berlusconi fa piovere donne nell’Esecutivo
Silvio Berlusconi: anatomia di un imperatore romano
Silvio Berlusconi: riabilita uomini di destra legati alla mafia nei libri di storia
Silvio Berlusconi non merita un’altra chance di potere in Italia
Silvio Berlusconi fa arrabbiare la Spagna per per aver deriso le donne ministre

THE INDEPENDENT
Italiani e i Rom: un vecchio pregiudizio rinato
Berlusconi e le sue donne frivole virano verso “Benny Hill”
La piaga dei Rom: echi di Mussolini


SUEDDEUTSCHE ZEITUNG
Nessun processo per Berlusconi
Proprio il vecchio Berlusconi
Campagna contro i bambini Rom
L’immondizia è solo una metafora


EL PAIS

Foto in prima pagina e citazione del Premier alla conferenza di Confesercenti: i giudici mi vogliono così


AL QUDS AL ARABI (Libia)

Berlusconi, non soldi ma scuse. Sottotitolo “Canta Berlusconi, canta!”

Travaglio

Bjork



di Marianna Rizzini
Perché andare al concerto di Bjork, domani sera?
Perché è una principessa dei ghiacci vestita da strega scanzonata.
Perché si trucca disegnandosi in faccia macchie avanguardiste.
Perché ama il buio ma cambia ogni giorno colore dei capelli.
Perché non ha paura di chiamare musica il fischio del vento (e cos’altro, se non il fischio del vento, riproducono gli archi striduli dei suoi dischi?).
Perché sa trasformare in armonia quello che all’inizio sembra un grido di dolore.
Perché ride con gli occhi e rende allegra l’idea di vivere lassù in Islanda.
Perché va in Cina e si fa bandire per aver urlato “Tibet libero”.
Perché è riuscita a dire in faccia al granitico regista Lars Von Trier: “Sei un dittatore”, e però poi ci ha fatto pace.
Perché ha amato a tal punto il marito video-artista da sopportare di recitare con lui in un terribile film sulle balene antropomorfe.
Perché sa stancarsi dei clamori del mondo e nascondersi nel bosco come un folletto per ascoltare quello che chiama “il rumore del ghiaccio che si assesta”.
Perché la sua musica è incantabile e imballabile e però, non si sa come, alla fine è molto più di un ballo o di un canto.
(Il Foglio)

Clerico-fascismi



Tanto per rendere più evidente la deriva clerico-autoritaria in cui stiamo precipitando, sembra che la Curia si sia interessata ai banner satirici che compaiono in molti siti web laici da un pò di tempo a questa parte.

Qualcuno ha contattato la polizia minacciando una denuncia contro l'autore delle sacrileghe immagini a cui va la nostra incondizionata solidarietà.

Leggete prima
qui e poi qui.

Roba da far accapponare la pelle.

Dolo Alfano

Nel caso ancora ci fosse qualcuno a cui fosse sfuggito il concetto:

"Grazie al Lodo non mi sento più perseguitato"
"Ora il sabato potrò lavorare tranquillamente e non stare con i miei avvocati..."
(Silvio Berlusconi)

Per la mia multa per divieto di sosta si può fare qualcosa? Passo le domeniche con in miei avvocati.

mercoledì 23 luglio 2008

I prezzi all'estero

Spagna: benzina 1,26 diesel 1,19

Austria: benzina 1,29 diesel 1,27

Francia: benzina 1,50 diesel 1,45

Germania: benzina 1,52 diesel 1,49

Inghilterra: benzina 1,59 diesel 1,68

Olanda: benzina 1,63 diesel 1,45

Danimarca: benzina 1,62 diesel 1,67

Norvegia: benzina 1,77 diesel 1,83


In Europa le cose non è che vanno molto meglio, escludendo Spagna e Austria i nostri prezzi sono già ai livelli Europei (al contrario di come si dice nei TG).

Notato la stranezza della Norvegia? E' un paese produttore di petrolio e ha prezzi altissimi.
Qui delucidazioni.

martedì 22 luglio 2008

Butter Fly

Stasera qui

Visualizzazione ingrandita della mappa

danno


io sarò testimone.

Soprassiedo sui significati reconditi della farfalla di burro (Butter fly), Bertolucci ci ha già fatto un film.... (Puccini era uno zozzone)

Trama:
Lui è un porco, lei si innamora non corrisposta.
Lui dopo aver spulsellato la ragazza esce a prendere le sigarette e torna dopo tre anni a riprendersi il frutto del peccato.
Lei non la prende bene.




Spoiler: la tipa muore.

La parte giusta


"Per me vale sempre l’impegno di Giacomo Brodolini: «Da una parte sola, dalla parte dei lavoratori!»."








Forse i lavoratori si sono spostati.

lunedì 21 luglio 2008

Chi obietta va licenziato!

Ma a voi sembra normale che uno si laurea in anestesia, va a lavorare in un ospedale statale magari nel reparto di ostetricia e poi quando serve il suo aiuto si dichiara obiettore?

E vi sembra normale che ormai si trovino sempre più obiettori negli ospedali italiani?

Gli obiettori vanno semplicemente rimossi! Non sanno (o non possono, ma è lo stesso) fare il loro mestiere.

Cosa farebbe un imprenditore al suo dipendente se quest'ultimo si dichiarasse obiettore rispetto alle mansioni che dovrebbe svolgere???

P.S.
E se il trucco fosse proprio questo? Occupare,negli ospedali statali, tutte le caselle disponibili con medici obiettori (ginecologi, ostetrici, anestesisti..) e rendere di fatto inapplicabili le leggi dello stato.

La Cloaca di Gasparri

domenica 20 luglio 2008

Doppiosenso?


«Ma la verginità, nel mio caso il celibato, è un altro modo di realizzare sino in fondo la propria affettività, compresa la propria sessualità»
(Angelo Scola, patriarca di Venezia)

No gasoline, no party

La crisi petrolifera globale ha conseguenze davvero imprevedibili.

Buona

Fannie e Freddie

di Beppe Grillo
Fannie e Freddie sono due istituti di credito degli Stati Uniti. Vendono mutui immobiliari. Sono come Ginger e Fred, ma non ballano su un set cinematografico. Danzano sul baratro del fallimento. Le loro azioni sono crollate nel mese di luglio.


In caso di bancarotta Fannie e Freddie lascerebbero un buco di 5000 miliardi di dollari, la metà del debito pubblico americano. Dovrebbe intervenire lo Stato nazionalizzandole con un automatico aumento del costo del denaro e delle tasse. In Italia è come se fallisse contemporaneamente la maggior parte delle imprese quotate in Borsa. Fannie deve rimborsare 216 miliardi di dollari entro un anno, Freddie un po’ di più, circa 291 miliardi. I soldi non ci sono. Per due motivi. Le rate dei mutui non vengono più pagate e nessuno sottoscrive nuovi mutui. In sostanza il mercato immobiliare non c’è più.
La gente non ha più soldi e il costo del denaro è salito. Inoltre, il valore delle case è crollato e le banche sono piene di case ipotecate. Nella pancia dei bilanci delle banche ci sono ancora immobili valutati al valore precedente alla crisi dei “subprime”. Le banche non vogliono svalutare, alcune non se lo possono permettere, il loro valore azionario crollerebbe. Fannie e Freddie rappresentano uno tsunami finanziario che in un modo o nell’altro arriverà da noi. I prezzi degli immobili in Italia sono drogati da un cartello di società immobiliari. Il centro delle città non ha più scopi abitativi, ma di lucro. Il prezzo degli appartamenti non ha alcun legame con la realtà. Le società immobiliari stanno da tempo, in uno strano silenzio dei media, perdendo il loro valore in Borsa. Da gennaio 2008 le prime nove società del settore hanno perso 2,4 miliardi di euro, circa la metà della loro capitalizzazione. Pirelli Real Estate, un po’ di più della media: il 57,82%. Il crollo del mercato immobiliare in parte c’è già stato. Chi aveva un euro di azione a Natale, si ritrova con 50 centesimi prima delle vacanze.


Il valore delle case è mantenuto alto in modo artificiale. Le grandi città sono invase da cartelli di vendita e di affitto e intanto si costruiscono sempre nuovi alloggi in periferia.
La cosa strabiliante è che la crisi vera non è ancora arrivata. Negli Stati Uniti le banche a rischio fallimento sono circa 90. Una, Indy Mac, ha chiuso venerdì. Il terzo fallimento negli Stati Uniti per importanza del dopoguerra. Le file della gente che ritirava i risparmi sono la fotografia della situazione.
Qualche consiglio: non comprate immobili, non fate debiti, non accendete nuovi mutui, se potete estinguete i mutui che avete, non comprate titoli di società immobiliari, non comprate fondi con titoli di società immobiliari. Fannie e Freddie stanno arrivando.

Distinguo

Il fronte del NO all'eutanasia non è così compatto.
Ci sono quelli che "e se poi si risveglia?" e poi ci sono quelli che "pro-vita sempre e comunque" (Ferrara & Co).
Qui ne parla Luca Sofri.

Brutti risvegli

Qualcuno al Corriere si sta svegliando.

Due "statisti"

di Eugenio Scalfari
La fotografia più tragica di Berlusconi (tragica per il Paese da lui rappresentato) ci è arrivata dal G8 di Tokyo. Terminate le riunioni di quell'ormai inutile convegno di impotenti, il nostro "premier" ha dato pubblicamente le pagelle agli altri sette protagonisti come fanno i giornali sportivi dopo le partite di Coppa e di Campionato. Con i voti e le motivazioni. Il nostro ha dato le pagelle sul serio. Poi, con appena un pizzico di ironia, l'ha data anche a se stesso concludendo che il migliore era lui.

Tre giorni dopo, parlando ai parlamentari del suo partito, ha ricordato che quello di Tokyo era il terzo G8 cui partecipava e saranno quattro l'anno prossimo. "Non merito un applauso?" ha detto ai suoi deputati. Naturalmente l'ha avuto.

Come si fa a giudicare un uomo così, che arriva al punto di tirare in ballo Maria Goretti quando parla della Carfagna? Che ha immobilizzato la politica per sfuggire ad un suo processo? Che per bloccare il prezzo del petrolio propone una riunione dei paesi consumatori per determinarne il livello massimo? Che accusa di disfattismo tutti quelli sono pessimisti sull'andamento dell'economia internazionale e italiana? E il pessimismo di Tremonti allora? Non è il suo superministro dell'economia? Siamo nel più esilarante e tragico farnetico.

[..]

Scusatemi se torno su Tremonti ma il personaggio merita attenzione.
Dice che quella che stiamo attraversando è la crisi internazionale più grave dal 1929 e forse peggio di allora. Dice che fu il solo ad averlo capito fin dal giugno 2007. Veramente in quegli stessi giorni lo scrisse anche Stiglitz, premio Nobel per l'economia, lo scrisse anche Nouriel Roubini, docente alla New York University e, assai più modestamente, anche il sottoscritto.

Comunque Tremonti capì e me ne rallegrai a suo tempo con lui. Ma visto che aveva capito, sapeva fin da allora che soldi da buttar via non ci sarebbero stati. Perciò avrebbe dovuto fermare la mano di Berlusconi quando promise in campagna elettorale l'abolizione dell'Ici e l'effettuò nel suo primo Consiglio dei ministri. Avrebbe risparmiato 4 miliardi di euro, un vero tesoretto da destinare alla detassazione dei salari. Invece non l'ha fatto.

Quattro miliardi buttati al vento. Non va bene, onorevole Tremonti. So che lei ha in mente di utilizzare la Cassa depositi e prestiti, il risparmio postale e le Fondazioni bancarie per finanziare le infrastrutture. E' un progetto ardito, soprattutto ardito usare il risparmio postale.

Comunque, di quali infrastrutture si parla? Quelle disegnate col gesso da Berlusconi nel 2001 sulla lavagna di Vespa e rimaste al palo? Vorremmo un elenco, le priorità, il rendimento e l'ammontare delle risorse. Si tratta comunque di progetti ad almeno tre anni. Nel frattempo dovranno intervenire le banche.
Sempre le banche. Per Alitalia, per le infrastrutture, per gli "swap", per i mutui immobiliari. Intanto i tassi salgono, gli oneri per il Tesoro aumentano, la pressione fiscale non diminuirà. La sua Finanziaria è piena di buchi e dove non ci sono buchi ci sono errori di strategia.
[..]
(La Repubblica)

sabato 19 luglio 2008

Jena

Il Papa ai giovani: «Sesso e potere portano alla morte». I giovani al Papa: «E tu come lo sai?».
(La Stampa)

Contro i moralisti del Corriere

di Gianni Vattimo
Ma ci saranno davvero due Italie, come suggerisce Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della sera del 13 luglio, oppure ce n’è anche un terza che ci costringe a rifare i nostri conti? Le due Italie diverse che Galli distingue e descrive sono, come si può immaginare, quella che, a torto o a ragione, vota Berlusconi e che se ne sente rappresentata; l’altra è quella degli intellettuali di sinistra con il loro corteo di comici, attori, nani e ballerine, politici trombati e nostalgici del comunismo.

Che, manco a dirlo, si sentono sempre i migliori, diversi da quella massa di persone che si lasciano abbindolare dalla propaganda berlusconesca e perdonano al cavaliere i tratti leggermente (?) furfanteschi che marcano la sua carriera, e che in fondo sono tanto «italiani», tanto espressivi delle nostre più profonde caratteristiche nazionali. I moralisti di sinistra si sono da ultimo espressi, si fa per dire, nel triste spettacolo di Piazza Navona (peraltro così unanimemente condannato; dunque non sono poi tanti...), mostrandosi per quello che sono, presuntuosi, antipatici, e fondamentalmente antidemocratici, perché disprezzano la volontà della maggioranza che oggi sostiene questo governo.

Ma Galli di quale Italia fa parte? Al di là del popolo bue e degli antipatici moralisti di sinistra, che credono di parlare in nome dei veri interessi dei cittadini ma si crogiolano solo nei loro pregiudizi ideologici, non dovremo riconoscere anche una terza categoria, quella che per l’appunto, in nome di una razionalità davvero super partes, giudica e valuta le altre due posizioni e le ammonisce a vincere finalmente i propri difetti? Si badi che non è un problema da poco, anche filosofico.

La democrazia sarà davvero la lotta tra parti e interessi diversi che a un certo punto si accordano per amore di pace e sopravvivenza, oppure dovrà essere sancita da una istanza superiore - Galli della Loggia e affini - che distribuisce colpe e meriti e distingue i «veri» democratici dai democratici spurii? Sembra che qui si finisca ancora una volta nel vicolo cieco della scomunica papale del relativismo, che però non può nascondere le proprie radici autoritarie. Galli, e quelli come lui, ammettono di essere solo interlocutori del (famigerato ormai) «dialogo», oppure si riservano la, moralistica, parte del giudice? Ma se è così, davvero preferiamo Sabina Guzzanti e il suo irresistibile turpiloquio.
(La Stampa)

Panta rei, pure Ostellino


di Michele Serra
Perché il Pd non difende a spada tratta il povero Del Turco, sostenendone l´innocenza e definendolo vittima (pure lui) del solito "teorema"? Noi si credeva, ingenuamente, che Veltroni preferisse non interferire con il lavoro dei magistrati perché ne rispetta (come suo dovere) l´autonomia. Ma Piero Ostellino, in un memorabile editoriale sul Corriere di ieri, ci spiega che le cose non stanno affatto così.

Il sostanziale, imbarazzato silenzio del Pd discende direttamente dalla scissione di Livorno, 1921, quando nostri bisnonni con i baffi a manubrio e la cravatta a fiocco litigarono di brutto e si divisero in socialisti e comunisti. «Una sorda continuità antisocialista», ci spiega Ostellino, è dunque la causa dell´attuale, crudele indifferenza del post-livornese Veltroni contro i detenuti socialisti di ogni epoca e di ogni nazione.

Al contrario di Eraclito, che sosteneva che "tutto scorre", secondo Ostellino niente scorre. Prendendolo alla lettera, possiamo aggiungere che la perdurante insignificanza dei liberali (con l´eccezione di Ostellino) nella storia italiana è solo il doloroso strascico della morte prematura del Cavour. Che le violenze di Bolzaneto hanno radice nei modi bruschi di Bava Beccaris. E che il Bologna non vince lo scudetto da quarant´anni a causa dell´assenza di Bulgarelli e Pascutti.
(La Repubblica)

A proposito di Eluana

Lettera alla Stampa

Caro Direttore,

sono Marina Garaventa, ho 48 anni e sono, più o meno, nella stessa situazione in cui era Piergiorgio Welby: come lui, ho il cervello che funziona benissimo, diversamente da lui, posso ancora usare le mani e la mimica facciale.

Come ho seguito il caso Welby, esprimendo la mia opinione, ho seguito il caso, ben più grave del mio, di Eluana Englaro e mi sono «rallegrata» della sentenza che ne sanciva la conclusione, sperando che nessuno si permettesse di intromettersi in un caso così delicato e personale. Non avevo la benché minima intenzione di dire o scrivere alcunché fino all’altra mattina alle 7 quando, ascoltando i primi notiziari, ho sentito tante «cazzate» che mi sono decisa a dire la mia. Io sono abituata a esprimere opinioni, dare giudizi e consigli solo su cose che conosco bene e che ho vissuto personalmente e mi piacerebbe tanto che tutti si regolassero così, evitando di aprire la bocca per dare aria a sentenze basate su mere teorie filosofiche e moral-religiose.

Con queste parole mi riferisco, in particolare, alle recenti «sortite» di alcuni personaggi noti che, in un delirio di onnipotenza, dicono la loro, scrivono lettere patetiche e organizzano raccolte pubbliche di bottiglie d'acqua: le bottiglie, a Eluana, non servono perché sia l'acqua sia la nauseabonda pappa che la tiene in vita e che anch'io ho provato per mesi, le arriva attraverso un sondino.

Bando quindi ai simbolismi di pessimo gusto di Giuliano Ferrara, stimato giornalista, e al paternalismo di Celentano, mio cantante preferito. In quanto al mio esimio concittadino, il Cardinal Bagnasco, sarebbe cosa buona e giusta che, prima di esprimersi su quest'argomento, avesse la bontà di spiegarci perché a Welby è stata negata la messa e, invece, il «benefattore» della Magliana, Renatino De Pedis, è sepolto in una nota chiesa romana.

A questo punto, però, siccome neppure a me piace fare della teoria, propongo a questi signori di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare con lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell'attesa di una risposta che non verrà mai. Sono disponibile anche a mettermi a disposizione per quest'esperimento ma, devo avvisare tutti che, per loro sfortuna, io sono sicuramente meno docile di Eluana e se qualcuno, chiunque sia, venisse per insegnarmi a vivere, lo manderei, senza esitazione, «affanc...».

A sostegno di quanto detto finora, aggiungo che, nonostante io non possa più camminare, parlare, mangiare, scopare e quant'altro, amo questa schifezza di esistenza che mi è rimasta e mai ho avuto il desiderio di staccare la spina del respiratore che mi tiene in vita. Nonostante tutte le mie limitazioni, io ho una vita intensissima: scrivo su alcuni giornali locali, tengo un blog , ho un'intensa vita di relazione e, in questo periodo, sto promovendo un mio libro che narra di questa mia splendida avventura. («La vera storia della principessa sul pisello», Editore De Ferrari , Genova).

Sicuramente qualcuno penserà che voglio farmi pubblicità e, in un certo senso, è vero: io voglio, per quanto posso, dar voce a tutti quelli che sono nella mia condizione e non sanno o non possono dire la loro.

Parliamoci chiaro: i malati come me, come Welby ed Eluana, sono già morti! Sono morti il giorno in cui il loro corpo ha «deciso» di smettere di funzionare e hanno ricevuto dalla tecnologia, che io ringrazio sentitamente, l'abbuono, il regalo di un prolungamento dell'esistenza. Ma come tutti i regali, anche questo vuol essere contraccambiato con merce altrettanto preziosa: una sofferenza fisica e morale che solo una grande forza di volontà può sopportare.

Nel momento in cui il gioco non vale più la candela il paziente deve poter decidere quando e come staccare la spina. Lo Stato deve garantire la miglior vita possibile a questi malati, tramite assistenza, supporti tecnologici e contributi ma non può arrogarsi il diritto di decidere della loro vita sulla base di astratti principi etici, molto validi per chi sta col culo su un bel salotto, ma che diventano assai stucchevoli quando si sta nel piscio.

Eluana non può più decidere ma chi le è stato vicino, nella gioia e nella sofferenza, chi l'ha conosciuta e amata non può dunque decidere per lei, mentre possono farlo persone che, fino a ieri, non sapevano neppure che esistesse?

Io sono pronta a chiedere umilmente perdono se questi signori mi diranno che, nella loro vita, si son trovati in situazioni come la mia o come quella di Eluana e delle nostre famiglie ma, francamente, non credo che la mia ammenda sarà necessaria. Per chiarire meglio la mia situazione rinvio al link di un video.
Concludo ringraziandola e sperando che voglia dare voce anche a me che parlo con cognizione di causa e non per fare della filosofia.

Marina Garaventa

venerdì 18 luglio 2008

Jena

Decurtato lo stipendio
ai lavoratori che si ammalano, multe salatissime a quelli
che muoiono.
(La Stampa)

mercoledì 16 luglio 2008

Veniamo in pace

martedì 15 luglio 2008

I fatti separati dalle opinioni

Notizia mancante

“Chiedo la parola. Desidero condividere con lei, Presidente, e con la maggioranza di quest’Aula la notizia che il Parlamento Europeo ha appena dichiarato immorale, persecutoria, razzista l’iniziativa del Ministro dell’Interno italiano di prendere le impronte digitali ai bambini Rom italiani e ospiti dell’Italia”.
Furio Colombo, Camera dei Deputati, 10 luglio. Ore: 11:45

Non sono riuscito a trovare uno straccio di link per questa notizia. Strano no?

Casa Vianello

Scontro tra governo e regioni sulla sanità. Le regioni non accettano "il taglio del 10% in 3 anni degli stanziamenti", sostenendo che la conseguenza diretta sarebbe la paralisi. Per evitarla, non rimarrebbe che l'introduzione dei ticket. Fra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ed il Presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni c'è stato un animato e perfino aspro dibattito. Tremonti, secondo quanto si è appreso, avrebbe detto più volte a Formigoni: "Lei è un irresponsabile".
(La Repubblica)

Italia in stallo

E' un quadro a tinte fosche quello dipinto da Bankitalia nel suo Bollettino economico. Un quadro che raffigura un Paese in stallo, dove manca la produttività, dove la crescita del Pil non supererà lo 0,4% nel 2008 e nel 2009. Dove i consumi stagnano, gli investimenti sono fermi, il potere d'acquisto delle famiglie è eroso dalla corsa del costo della vita, con la produzione industriale in calo dell'1% nel secondo trimestre dell'anno. E se ci sono rischi, avverte Palazzo Koch, sono verso un ulteriore peggioramento del quadro se il prezzo del petrolio dovesse continuare a salire.
(La Repubblica)

Ora che si è sistemato i fatti suoi.... possiamo passare ad altro? Quà si va a rotoli...

Gianfranco Funari

Mi stava sulle scatole.
Non mi piaceva.

Ma cosa vuoi dire a uno che sulla sua bara chiede di far mettere tre pacchetti di sigarette e un telecomando; per poter cambiare sempre canale.


Grande Gianfranco! Sei un
Maestro.

Non mi mancherebbe

Pare che la Carfagna si voglia dimettere.

Io ci credo poco.

Dis-Integrazione

«Vogliamo favorire l'integrazione dei nomadi e prendere le impronte ai bambini ha l'obiettivo di garantire loro scuola e istruzione»
(Silvio Berlusconi)

Favorire l'integrazione prendendo le impronte digitali ai bambini. Questa mi mancava.

A questo punto per favorire l'integrazione predisporrei, sui tram, dei posti riservati solo ai Rom. O dei bagni pubblici separati. MASCHI, MASCHI ROM, FEMMINE, FEMMINE ROM.

Tutto questo per favorire l'accoglienza e l'integrazione, ovviamente...... ovviamente....

Sprechi

[..]
Le donne erano in vacanza sull'isola, ma al riposo hanno preferito il singolare concorso e sono state pagate per sfidarsi nel sesso orale sulla spiaggia di Laganas a sud dell'isola ionica.

L'evento ha coinvolto sei uomini britannici e sei greci, tra cui due proprietari di un bar. Sembra che un video, destinato a circolare in internet, abbia immortalato questa gara vagamente "dionisiaca".
(La Repubblica)

Che spreco! Le ragazze da tutto questo non hanno ottenuto nemmeno, che sò, un sottosegretariato, una nomina a consigliere comunale, un posto come portantina, niente di niente.
Uno spreco di talenti.

lunedì 14 luglio 2008

Sante incazzature

Non sempre i viaggi del papa vengono accolti con gioia e tripudio da tutti gli abitanti del paese visitato.

Prolassi etici

Ernesto Galli della Loggia tenta disperatamente, ma invano, di spiegare che Berlusconi è l'effetto e la Guzzanti la causa.
Io umilmente penso sia vero l'opposto.


Secondo Galli della Loggia se Berlusconi paga una tangente è colpa del moralismo di Berlinguer.....

Ormai si rassegnino gli "onesti" la nuova dizione è "moralisti".

venerdì 11 luglio 2008

Hanno la faccia come il...

Il governo ha presentato due emendamenti che modificano radicalmente la cosiddetta norma 'blocca-processi' contenuta nel decreto sicurezza, in fase di conversione alla Camera dei deputati. Il testo, nella nuova formulazione, prevede che non ci sia più nessuna sospensione dei processi, ma solo un rinvio, fino a 18 mesi, di quelli "meno importanti". Sparisce quindi l'automatismo della sospensione di un anno dei processi per reati commessi entro il giugno 2002: una misura che era stata aspramente criticata da magistrati e opposizione. E che aveva suscitato non poche perplessità anche al Quirinale.
(Repubblica)

Ora che il Dolo Alfano è passato la blocca processi non serve più. L'urgenza non c'è più. Spariti gli automatismi. Berlusconi è al sicuro. e c'è pure lo sberleffo:

"Così come è stata riformulata questa norma non può essere in alcun modo ricondotta a Silvio Berlusconi. Spero che ora ci possa essere il sostegno dell'opposizione".
(Presidente della commissione Giustizia della Camera - Giulia Bongiorno )


Che dire.... la Guzzanti è un'educanda al confronto.

La legge "più uguale" per lui


di Ezio Mauro
[..]
Nel Paese che continua a proclamare la legge uguale per tutti, dopo il voto di ieri e in attesa urgente di quello del Senato il Cavaliere si avvia a diventare "più uguale" dei suoi concittadini, sottraendo l'imputato Berlusconi al suo legittimo giudice che lo sta processando per reati comuni, per nulla legati all'attività politica. Per fare questo, l'imputato ha dovuto chiedere soccorso al premier Berlusconi, che non ha esitato a usare fino in fondo il potere esecutivo per imporre al legislativo una norma capace di bloccare il giudiziario. Anzi, di più. Finché non è stato sicuro dell'approvazione del "lodo", predisposto dal ministro-ombra della Giustizia Alfano (il vero Guardasigilli è l'avvocato del Cavaliere, Ghedini), il premier ha mandato avanti come norma d'urgenza un emendamento che fermava 100 mila procedimenti giudiziari pur di arrestare il suo. Ieri, avuta la sicurezza che l'immunità diventerà subito legge, Berlusconi ha acconsentito a disfare la norma blocca-processi, dimostrando così platealmente che la norma non aveva alcuna urgenza reale ma era solo strumentale alla sua difesa, in una combinazione legislativa meccanica che piegava due volte la procedura penale e l'uguaglianza dei cittadini per costruire un salvacondotto personale su misura ad un imputato eccellente.
[..]

(La Repubblica)

giovedì 10 luglio 2008

Santa subito

Mara Carfagna - Ministro dell'Opportunità

Se è stata messa lì. Qualche talento ce l'avrà, no?
E Berlusconi l'ha capito subito.

Dolo Alfano

Il Dolo Alfano è passato alle Camere. Immunità per le tre alte cariche dello Stato.
E per una bassa.

Questi pazzi, pazzi Europei


«L'Italia non proceda alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori, e all'uso di quelle già raccolte in attesa della prossima valutazione annunciata dalla Commissione Ue delle misure previste, perché questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione basato sulla razza e sull'origine etnica»

(dalla Risoluzione del Parlamento Europeo, 336 voti a favore, 220 contrari e 77 astenuti)

Chissenefrega



«Sono felicemente casta da quando non ho più un legame sentimentale. La castità proprio non mi pesa»
(Daniela Santachè)

Stronzate giuste

Jena
Berlusconi, il Vaticano, Veltroni, Napolitano, tutta la destra, tutto il centro, quasi tutta la sinistra, tutti i giornali, tutte le televisioni... Un dubbio nel coro: non sarà che Sabina Guzzanti ha detto stronzate giuste?
(La Stampa)

mercoledì 9 luglio 2008

Ogni scarrafone è bello a papà suo


”Sono furibondo e indignato per il comunicato emesso dal ministero delle Pari Opportunita’, con cui si annuncia l’intenzione di querelare Sabina Guzzanti e in cui la stessa Sabina Guzzanti viene individuata non come la persona individuale che e’ ma come ‘la figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti. Cio’ costituisce un gravissimo atto di mistificazione e di oggettiva intimidazione, che respingo con disgusto. Le opinioni e le espressioni di Sabina Guzzanti non formano oggetto di rapporto di parentela ma, visto che la parentela viene tirata in ballo, esprimo a mia figlia Sabina, di cui non condivido tutte le opinioni, la mia solidarieta’ di fronte al miserabile tentativo di deprezzare e disprezzare la sua e la mia identita’ personale e politica”
(Paolo Guzzanti - Senatore di Forza Italia - Papà di Sabina Guzzanti)

Per maggiori dettagli andate qui.


Buone maniere

"E per questo, per quanto mi riguarda, lei se ne andrà a farselo stroncare in culo per il resto dei suoi giorni. E quando starà per morire, come mio padre tre giorni fa, o come mia madre un anno fa, o come Maria Grazia Torri in questo momento, io pregherò Dio perché le conceda altri dieci minuti di vita, così che le stronchino il culo per altri dieci minuti. Venti, va’."

Per saperne di più e per condividere con l'autore di questa sublime invettiva le sue ragioni andate qui.

Falsa coscienza

Zapatero non punta a una chiesa di partito, ma a una sorta di laicismo di stato, insegnato nelle scuole sotto forma di “educazione civica”. Invece della laicità dello stato propugna il laicismo dei cittadini chiamati a considerare le religioni tutte eguali e ateismo e scetticismo più “uguali” delle religioni. Togliere i crocifissi dagli edifici pubblici e abolire la messa nei funerali di stato non significa esprimere la laicità dello stato, ma negare le assolutamente evidenti radici cristiane della civiltà spagnola. Chávez vuole sostituire i vescovi obbedienti a Roma con quelli scelti da lui, Zapatero vuole ridurli all’irrilevanza pubblica.
(Il Foglio)

1) Togliere i crocifissi dagli edifici pubblici vuol dire rimetterli al giusto posto cioè nelle chiese. Mai vista,giustamente, la bandiera spagnola sull'altare di nessuna chiesa. Date a Cesare....eccetera... eccetera...

2) La popolazione spagnola (a anche l'italiana) è ormai un crogiolo di razze e religioni e nel futuro prossimo sarà anche peggio (o meglio) le "evidenti radici cristiane" sono l'illusione di un mondo che non c'è più e a cui alcuni commentatori ancora credono. Non solo a ben ricordare in Spagna c'è stata una dominazione araba di non trascurabile durata e prima ancora c'erano i romani (pagani).... quindi se si parla di radici fin dove dobbiamo arrivare?

3) Qualcuno dovrebbe spiegarmi perchè in un ufficio tributario, all'ufficio anagrafe, dentro un'aula di tribunale ci dovrebbero essere madonnine, santini e crocefissi oppure statue del Budda di Confucio, Zaratustra. Non sono, semplicemente, pertinenti. Avete presente i cavoli a merenda?

La domanda diretta

di Alessandro Giglioli

E poi ci sarebbe una piccola cosa da aggiungere a tutto quello che è stato già detto e scritto sul caso Carfagna.

Ed è la pavidità dei giornalisti politici. Nessuno dei quali, finora, ha avuto il coraggio di chiedere direttamente, brutalmente, ai due interessati la semplice verità sulla loro presunta relazione. Che non sarebbe un fatto privato ma politico, per l’ovvia ragione che uno è premier e l’altra è stata fatta prima deputata e poi ministro dal premier medesimo.

Sicché hanno gioco facile, i due: lui a dire che «se deve occuparsi di spazzatura si occupa di quella di Napoli» e lei a dire che «il gossip non rientra nel suo mandato di ministro per le Pari Opportunità».

Nella cultura italiana, intrisa della sua atavica ipocrisia cattolica, si preferisce girarci intorno, chiedere magari una reazione ai rumours o allo show di Sabina Guzzanti. Ma la domanda diretta, mai.

A Clinton per molto meno (visto che Lewinsky non era ministro) la domanda invece la fecero. E lui fu costretto a rispondere così. Mentiva - e per poco non ci rimetteva la Casa Bianca. Ma glielo chiesero.

(Piovono Rane )

Due notizie

Jena
La prima notizia è che Di Pietro è il nuovo leader della sinistra. La seconda notizia quindi non esiste, come la sinistra.
(La Stampa)

Furori di Piazza



di Edmondo Berselli
C'è un'Italia che vuole esprimere la sua indignazione, contro le leggi canaglia, contro i provvedimenti ad personam, contro la manipolazione spregiudicata della Costituzione repubblicana. E questa Italia fa fatica a trovare una voce. Per questo ieri a Piazza Navona è venuta tanta gente. Persone che volevano far sentire la loro esasperazione, che cercavano di uscire dal cerchio stregato della frustrazione civile, provando a far risuonare nel paese la protesta contro l'improntitudine del potere berlusconiano. Era per molti aspetti una testimonianza di dignità democratica e di civiltà politica: il tentativo di uscire dal recinto dell'impotenza.

Ha rischiato di finire male. Di diventare la parodia di un talk show deteriore, un Bagaglino di sinistra aggravato dal turpiloquio e dalla malevolenza gossipara. Peggio ancora, di trasformarsi in un attacco distruttivo alla chiave di volta istituzionale della nostra democrazia. Perché quando il microfono finisce nelle mani di un Beppe Grillo, non è più la politica a esprimersi. È una torsione populista che attacca ogni istituzione, che rifiuta di avere fiducia anche nelle istituzioni di garanzia costituzionale. Che alla fine sottrae legittimazione alla Repubblica.

Difficile dire che cosa volesse significare, politicamente, l'attacco vernacolare portato da Grillo a Giorgio Napolitano. Qualcuno può davvero credere che la soluzione di un momento ad altissimo rischio per gli equilibri democratici possa passare per l'umiliazione pubblica e spettacolare del garante della Costituzione? Eppure dovrebbe essere chiaro a chi ha un minimo di intelligenza politica che il Quirinale è l'ultimo delicatissimo diaframma che si frappone all'assalto delle truppe berlusconiane: svilire Napolitano, ridurlo a un presidente fantoccio, a un'ombra senza qualità, significa né più né meno consegnare la Carta costituzionale a coloro che vorrebbero ritagliarla a proprio uso e consumo.


In sostanza, è accaduto che tutta la gente convenuta a Piazza Navona è stata espropriata delle sue intenzioni. Da protagonista di una denuncia, è stata ridotta in pochi minuti a spettatrice di uno show, uno dei tanti allestiti da Grillo, uno dei violenti "vaffa" antipolitici portati sulle piazze italiane. Con il risultato che tutti coloro che erano venuti a rappresentare le ragioni di un'opposizione civile alle leggi carogna, al "lodo Alfano", ai tentativi gaglioffi di mettere la museruola all'informazione, si sono ritrovati all'improvviso in un altro ruolo. Tutti improvvisamente ammutoliti, indotti a risate a denti stretti, e anche percepibilmente imbarazzati, mentre Sabina Guzzanti enunciava come verità di fatto e criteri di giudizio politico le dicerie sui comportamenti erotici del Cavaliere.

Ciò che colpisce è in primo luogo il sequestro delle oneste ragioni che hanno portato in piazza un'opposizione presente nella nostra società e poco o per nulla rappresentata nelle istituzioni politiche. Un'occasione di presenza e di vivacità democratica è stata confiscata, almeno per qualche minuto, da un accesso di varie volgarità, prive di qualsiasi finalità che non fossero quelle dello spettacolo in sé. Perché non dovrebbero esserci dubbi: un conto è la pratica di un'opposizione combattiva, con tutti i mezzi disponibili (per dire, con l'ostruzionismo nelle Camere e con gli slogan nelle piazze); e un altro conto è lo sputtanamento generale, che getta fango su tutto e tutti, a cominciare da quelli che dovrebbero essere compagni di strada.

Perché c'è un altro aspetto da mettere a fuoco. Per le piazze ingrillite, per i contestatori che trattano il presidente della Repubblica come un addormentatore delle coscienze, si realizza rapidamente uno spettacolare transfert politico, un trasferimento freudiano di capi d'accusa: l'avversario, anzi, il "nemico" non è più la figura del capo del governo depositario del conflitto d'interessi, il manipolatore che cambia le regole per tutelare la propria posizione. Per gli autori degli show più incendiari, va da sé che Berlusconi è il male: ma è l'alterità assoluta, e quindi costituisce un male contingente, un male materiale, ideologicamente insignificante, culturalmente inesistente.

Secondo questo schema, la destra padrona è una disgrazia che ci è capitata, l'ultima incarnazione della mediocrità italiana, ma con cui non vale la pena prendersela. Più colpevoli sono i suoi elettori, semmai. E più colpevoli ancora, secondo una lista inesorabile di concatenazioni, sono i rappresentanti della sinistra moderata, coloro che hanno accettato di trattare con il Cavaliere, che hanno creduto nel "dialogo" e ancora adesso non si sono accorti di essere diventati complici della malattia, soci di un virus, partecipi di una metastasi. Il vero nemico, insomma, è il tuo compagno.

Si corre il rischio che una parte della sinistra, ed è la parte maggioritaria, si riduca al silenzio, fino a non riuscire a dire nulla, in nessuna occasione, fino all'ammutolimento più totale. E che un'altra parte, un'altra sinistra, venga consegnata a un furore astratto, televisivo, mediaticamente estremo, incapace tuttavia di trovare strade che conducano alla politica.

Ieri Furio Colombo e poi anche Antonio Di Pietro hanno cercato di uscire dal reality show che si stava realizzando (e che avevano contribuito a organizzare, prima che gli scappasse di mano), e di riportare la gente alla realtà. Ma in futuro occorrerà riflettere con severità radicale. Se prosegue l'assopimento della politica, se frange significative della società italiana si confermeranno nell'idea di essere escluse e di non avere voce, l'attrazione del nichilismo spettacolare di Grillo e compagni risulterà irresistibile.

E non è una prospettiva gradevole quella di una sinistra divisa fra l'ammutolimento e l'ipnosi cattiva generata da un talk show permanente. Dove si va da cittadini, e si torna da spettatori di uno spettacolo deprimente, dove tutti sono colpevoli, dunque la politica e anche l'opposizione diventano inutili e resta solo il "vaffa". Chi ha deciso di muoversi contro le leggi ad personam merita qualcosa di più, e la politica deve darglielo.

martedì 8 luglio 2008

Oralità Auditive

di Andrea Marcenaro
E' gente che ascolta, soprattutto, che lavora molto con l'udito. Non vede niente, non tocca niente, però ascolta, ascolta molto, poi scrive.
Antonio Padellaro ha ascoltato Claudio Rinaldi, per esempio. Ha immaginato Rinaldi, ha preso diligentemente nota su che cosa Rinaldi, se fosse vivo, gli avrebbe detto del diritto alla privacy di Berlusconi, e l'ha trascritto papale papale.
Mi ha detto questo, questo e questo. Anche Cresto-Dina ascolta. Lui ha ascoltato addirittura cosa gli stava raccontando il silenzio di Veronica Lario. E l'udito suo dev'essere portentoso, se è arrivato a scrivere: "Lei non lo dice, ma nella sua testa, nel suo modo di pensare, Veronica è ancora più esplicita...". Poi c'è D'Avanzo. D'Avanzo è un fenomeno dell'ascolto. Qualcuno deve avergli raccontato tutte le prurigini e le smanie di una certa bobina che non c'è più, distrutta pare a Milano. La bobina, quella, non c'è più, ma l'udito di D'Avanzo sì. Infatti ne ha subito scritto. Ecco tre casi, e chiedo scusa, di pompini fatti con le orecchie.
(Il Foglio)

Torture Game 2

Oltre a questo suggerisco un gioco online in cui si possono stuprare ragazze virtuali o molestare bambini ovviamente finti.
Le ragazze meglio se rumene e i bambini magari Rom.

Disgustoso.

Milano 2? Oppure....

Solita intervista a Cossiga ricca di aneddoti, allusioni e mezze verità. Ecco cosa dice a proposito di Berlusconi:
«Era il 1974, io ero da poco ministro. Passeggiavo per Roma con il collega Adolfo Sarti quando incontrai Roberto Gervaso, che ci invitò a cena per conoscere un personaggio interessante. Era lui. Parlò per tutta la sera dei suoi progetti: Milano 2 e Publitalia.»

Notato niente?

Soluzione:
Tutti i personaggi citati facevano parte della P2
.

Pane al Pane

«Berlusconi sequestra il Parlamento a scopo di estorsione. Lui dice se volete fare le leggi che servono al Paese, prima approvate la mia legge altrimenti non potete farle. Il riscatto a questo sequestro si chiamo Lodo Alfano che prevede che davanti alla legge tutti sono uguali, tranne Berlusconi»
(Antonio di Pietro)

Riconoscimenti internazionali


Quando si dice che la fama ci/lo precede.

Memento


“La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”.
Art. 104, Comma 1, Costituzione italiana

lunedì 7 luglio 2008

Vota Zapatero!


L’ulteriore virata laica impressa al programma del Partito Socialista spagnolo dal suo congresso, svoltosi a Madrid, non si limita alla richiesta di non consentire la presenza di simboli religiosi negli edifici pubblici. L’assise ha anche detto ‘no’ ai funerali di Stato religiosi, chiedendo un’estensione del diritto d’aborto e l’apertura del dibattito sul testamento biologico. Infine, si ventila anche la possibilità che siano aboliti dall’esercito i cappellani militari.
(UAAR)

Storie già sentite


Pare che all'epoca in cui Gesù di Nazareth era vivo e vegeto, la faccenda del Messia che muore e risorge tre giorni dopo era già una storia vecchia.

domenica 6 luglio 2008

Lo facciamo per il loro bene

di Gad Lerner
Cominciò con un inaspettato censimento etnico, nel mezzo dell’estate di settant’anni fa, la vergognosa storia delle leggi razziali italiane. Alle prefetture fu diramata una circolare, in data 11 agosto 1938, disponendo una “esatta rilevazione degli ebrei residenti nelle provincie del regno”, da compiersi “con celerità, precisione e massimo riserbo”.
La schedatura fu completata in una decina di giorni: 47.825 ebrei censiti sul territorio del regno, di cui 8.713 stranieri (nei confronti dei quali fu immediatamente decretata l’espulsione).
Per la verità si trattava di cifre già note al Viminale. “Il censimento quindi fu destinato più a sottomettere che a conoscere, più a dimostrare che a valutare”, scrive la storica francese Marie-Anne Matard-Bonucci ne “L’Italia fascista e la persecuzione degli ebrei” (il Mulino). Naturalmente, di fronte alle proteste dei malcapitati cittadini fatti oggetto di quella schedature etnica fu risposto che essa non aveva carattere persecutorio, anzi, sarebbe servita a proteggerli.
Nelle diversissime condizioni storiche, politiche e sociali di oggi, torna questo argomento beffardo e peloso: la rilevazione delle impronte ai bambini rom? Ma è una misura disposta nel loro interesse, contro la piaga dello sfruttamento minorile!
Si tratta di un artifizio retorico adoperato più volte nella storia da parte dei fautori di misure discriminatorie: “Lo facciamo per il loro bene”. A sostenere la raccolta delle impronte sono gli stessi che inneggiano allo sgombero delle baracche anche là dove si lasciano in mezzo alla strada donne incinte e bambini. Ma che importa, se il popolo è con noi?
[..]
il resto qui

Stato di emergenza permanente

Un articolo di Barbara Spinelli sullo stato di emergenza continua in cui versa l'Italia, e sulle recenti leggi discriminatorie nei confronti dei Rom

La fuffa di Tremonti


di Eugenio Scalfari
[..]
Le tante buone cose con le quali, dopo il pessimo governo economico di Prodi-Padoa Schioppa-Visco, il governo Berlusconi-Tremonti sta risollevando l'economia italiana.

a) Una finanziaria snella, un bilancio redatto per "missioni", il taglio delle spese correnti intermedie. Tutte queste cose erano state preparate e inserite da Padoa-Schioppa nella Finanziaria 2009. L'ha ricordato la settimana scorsa l'Ufficio Studi di Confindustria che ha lodato la continuità Padoa-Tremonti. Ma nessuno ha ripreso questa non trascurabile annotazione e Tremonti meno che mai.

b) Il taglio dell'Ici ha una copertura di 2.600 milioni di euro, ma gli uffici della Camera e del Senato hanno scoperto che quel provvedimento costerà molto di più. I tecnici del Senato hanno quantificato il costo del provvedimento in 3,7 miliardi, il relatore della Commissione bilancio, Gilberto Pichetto del Pdl, è arrivato a 3,5 miliardi, 900 milioni in più della copertura esistente. Dunque il Tesoro ha spedito in Parlamento un provvedimento "scoperto" per il 35-40 per cento. Incoscienza, incapacità o abilità truffaldina? Tanto, almeno in prima battuta, il taglio dell'imposta grava sui Comuni. Peggio per loro.

c) Molti commentatori hanno notato che - contrariamente a quanto affermato in campagna elettorale - le tasse non diminuiranno affatto, fino al 2013 la pressione fiscale resterà esattamente quella attuale. In compenso una serie di segnali fa prevedere che una parte di questo peso graverà ancora di più sul lavoro dipendente e un po' meno sul lavoro autonomo, sulle partite Iva e sui professionisti.

d) Per rilanciare la crescita bisognerebbe detassare i salari e le pensioni, sostenere i giovani e gli incapienti. Il Partito democratico pensa di mobilitare i suoi aderenti su questi obiettivi, ma il governo risorse non ne ha e nemmeno le cerca.

e) Le cerca però per tenere in vita Alitalia dopo averne impedito la vendita all'Air France nel marzo 2007. Il piano allo studio di Banca Intesa prevede una "nuova Alitalia" senza debiti né esuberi di personale, da cedere a investitori privati, e una "vecchia Alitalia" a carico dello Stato con dentro tutti i debiti e tutte le spese per ammortizzare le migliaia di lavoratori che saranno licenziati. Il costo di queste operazioni non sarà inferiore ai 3 miliardi. Quanto alla "nuova Alitalia", sarà con ogni probabilità una piccola compagnia italiana per rotte prevalentemente italiane. Naturalmente di bandiera.

f) Infine gli oneri sul bilancio dello Stato derivanti dall'aumento del tasso di interesse europeo. Sul "Sole 24 ore" di ieri l'aggravio viene stimato in 10 miliardi, da spalmare sui prossimi cinque anni, tenendo presente che il peso maggiore graverà su quest'anno e sul prossimo perché c'è una massa di Bot e Cct in scadenza, contrattati a tassi di poco superiori al 2 per cento. Solo per il 2008 l'aggravio per il Tesoro è previsto in 2,5 miliardi di euro.

Questa purtroppo è la situazione. Aumento di salari? È l'ultima delle cose che occupa Tremonti. Lui pensa ad altro. Fuffa probabilmente. Oppure al suo libro-vangelo che dice tutto e il contrario di tutto.
[..]
(La Repubblica)

Il Sultanato


"[..]Altro che bipartitismo compiuto! Qui siamo al sultanato, alla peggiore delle corti. Cavour diceva: meglio una Camera che un'anticamera. Ma quando un'anticamera si sovrappone alla Camera, non so più cosa sia peggio."
(Giovanni Sartori)